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Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

Manuela Arcuri e il nonSPOT

Manuela Arcuri e il nonSPOT

Cari Ricercatori, sebbene piegato dalla Malattia (non una malattia, ma la Malattia come condizione esistenziale dell'essere umano che lotta per la propria sopravvivenza, nonostante il proprio corpo), ieri ho fatto una scoperta di quelle che, per dirla alla Philip K. Dick, mi ha "aperto un altro orizzonte".

E' stato come se, in una sorta di epifania gnostica, VALIS (Vast Active Living Intelligence System la "Rete" di intelligenza superumana che secondo Dick governa l'universo) col suo raggio rosa avesse toccato la mia mente, rivelandomi la realtà ultima delle cose. Anghelos, nel senso greco e gnostico di "annunciatore", di questa rivelazione divina è stata Alessandra Colucci (aka @alebrandcare), la quale da brava esperta di marketing si lamentava di alcuni spot particolarmente orrendi che avevano funestato la sua giornata.

Incuriosito le ho chiesto lumi e mi ha dato una serie di link meravigliosi di orrore markettaro allo stato brado (tipo il cinghiale che dorme sulla pancia di uno sventurato consumatore di bicarbonato Brioschi)… Surfo tra i link, poi il raggio rosa della rivelazione mistica mi colpisce:

Era dai tempi del Cabaret Voltaire che non assistevo a un così deliberato atto di furioso dadaismo. Riepiloghiamo questo capolavoro del marketing postmoderno:

  • Location: un non-luogo da qualche parte in Tecnonucleo, tutto sfumato come un sogno che sbiadisce al risveglio, l'unico elemento nitido è il mezzobusto di Manuela Arcuri.

  • Colonna sonora: musica inquietante tipo "Profondo Rosso", probabilmente composta dagli stessi Goblin, che crea un'atmosfera deliziosamente luciferina. Qualunque cosa "positiva" sarà detta nello spot, sarà automaticamente confutata dal crescendo musicale spaventoso... associata allo sfondo onirico risuona di echi di orrore cosmico come "La Musica di Erich Zann" di H.P.Lovecraft.

Svolgimento:

  • Intro: Manuela Arcuri guarda preoccupata fuori campo. Cosa sta vedendo? Perché quell'espressione bovina? Cosa stanno leggendo gli occhi che si muovono rapidi? Quale minaccia incombe?

  • Colpo di scena n.1: Arriva il bip di un SMS. Un ammiratore segreto? Uno stalker? Un serial killer? Improvvisamente siamo scaraventati dalle parti di The Ring, o di Scream. Il telefono come messaggero della Morte.

  • Colpo di scena n.2: Arriva il Libro! Quando già mi vedevo la sventurata composta come Drew Barrymore in Scream... arriva il Libro! Il Libro che pare uno degli enigmatici testi nonsense sparsi ne "La Biblioteca di Babele" di Borges. Il titolo "Il labirinto femminile" giganteggia in rosa come il raggio che colpì la mente di Dick nell'Esegesi, campeggia su un labirinto altrettanto rosa, che incornicia il volto... di una donna? Troppo ovvio! ... che incornicia il volto di un uomo che di primo acchito identifico in Paolo Limiti.

  • Spottone: con l'apparizione del Libro la favella di Manuela si sblocca e apprendo tutto d'un fiato: che l'autore non è Paolo Limiti, ma tale Alfonso Luigi Marra... che non è uno dei testi nonsense della Biblioteca di Babele, ma un "epistolario in SMS" (neanche Thomas Pynchon ha mai osato una simile esplorazione letteraria!)... che il Libro narra dell'amore tra Luisa, una "giovane avvocatessa", e Paolo il "titolare dello studio in cui lavora"… insomma la storia di una ragazzotta arrivista e spregiudicata che vuole farsi il Grande Capo, per far carriera sotto la scrivania (roba già vista)… però con quella colonna sonora associata al messaggino dello stalker… beh penso che Luisa si è appena messa in un casino più grande di lei… e quel Paolo lì secondo me è il tipo d'uomo che tiene una balestra sotto il letto, pronta all'uso per dare la caccia nella propria chilometrica tenuta alle malcapitate ragazzine spregiudicate, e seppellirne le carcasse nella rimessa delle proprie auto d'epoca ("paura eh?")… che però il Libro possiede in sottotraccia una tematica che non c'entra niente con la trama testé esposta… infatti è "un opera per liberare la coppia e la società dallo strategismo sentimentale che le tormenta, e ha enormemente rallentato il cammino della Civiltà".

  • Conclusione: il viso di Manuela si distende in uno splendido sorriso, mentre declama: "è bellissimo". E l'inquietante musica dell'orrore cosmico svanisce.

Da qui è partita un'indagine per capire chi è Alfonso Luigi Marra, che fa nella vita, perché ha prodotto questo capolavoro. Preannuncio che la ricerca è stata fondamentale e ha aperto la mia mente a concetti escatologici come "Uomo Tabù", "Libro Tabù","Servaggio" e "Psicosi" ai quali farò forse seguito con qualche nonPOST, oppure no. Oggi mi voglio però concentrare su questo splendido nonSPOT. Su questo film dadaista di 30 secondi (chiamarlo spot è ingeneroso) si sono spese tante penne importanti, su tutte Aldo Grasso, che ha scritto:

Ci troviamo di fronte a un capolavoro assoluto e impossibile di bellezza e inespressività, un esempio involontario di kitsch, di camp e di trash, un brutto non intenzionale ma che poggia sul candore con cui è stato messo in opera l'artificio (sta poi alla malizia di ognuno capovolgerlo nel suo opposto).

Lo spot super kitsch della Arcuri capolavoro di promozione libraria

Mi dispiace ma le parole di Grasso sono macchiate dall'invidia tipico del critico affetto da impotenza creativa. Quello dell'Alfonso Luigi Marra è un deliberato e liberatorio sberleffo alla cultura markettara. Qualunque idiota che sa tenere in mano una telecamera capirebbe che questo colossal di 30 secondi è improponibile come spot. Dietro c'è del genio, perché quello dell'Alfonso Luigi Marra è un deliberato nonSPOT dall'inizio alla fine:

  • Jingle: dove in uno spot c'è un jingle accattivante di facile e di immediata presa (una hit, o un brano ad hoc), che risuoni nella mente come un simpatico tormentone di happy music, nel nonSPOT la colonna sonora evoca il terrore e l'inquietudine;

  • Scena: laddove in uno spot la scenografia deve richiamare l'habitat psicologico del potenziale consumatore (case di famiglie felici, alcove di amore saffico, abitacoli confortevoli di automobili, box doccia...), il nonSPOT richiama un non luogo indeterminato e indeterminabile, come una memoria sbiadita, con echi del "Miraggio dello sconosciuto di Kadhat";

  • Testimonial: dove in uno spot il testimonial deve richiamare i "valori" di cui il prodotto è portatore, nel nonSPOT il testimonial Manuela Arcuri non c'entra nulla con la letteratura, la psicologia e la sociologia, sta lì come un ossimoro vivente, una meravigliosa Musa dadaista;

  • Azione: dove in uno spot moderno l'azione è fondamentale per conferire quel dinamismo che risveglia la parte più animale della nostra mente, nel nonSPOT tutto è immobile e i gesti fuori sincrono con parole e colonna sonora, tutto è fuori dal tempo e dallo spazio;

  • Messaggio: dove in uno spot il messaggio deve essere semplice, chiaro, diretto, nel nonSPOT il messaggio è un'astrusa amalgama di elementi alti ed elementi bassi, di sociologia e scappatelle amorose, psicologia e amori sotto la scrivania, di orrori cosmici e rivelazioni gnostiche...

Insomma in ultima analisi stiamo di fronte ad un capolavoro assoluto, non posso che inchinarmi ad Alfonso Luigi Marra e alla sua musa, Manuela Arcuri.

Sebbene ora la mia mente sia sconvolta dalla domanda delle domande: come gli strategismi sentimentali hanno distrutto e stanno distruggendo la mia vita?

Alfonso Luigi Marra è la risposta?

Abbiamo finalmente trovato il Guru 2.0, che tanto abbiamo cercato invano?

Ma soprattutto che c'era scritto nel SMS che ha ricevuto Manuela?

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Francesco Faccioli 30/05/2012

Bellissimo nonpost.
Sono proprio d'accordo: un kitsch cosi' incoerente, astratto e surreale deve essere necessariamente considerato un esempio di avanguardia pura. Ed anche a me piace pensare che un simile capolavoro di assurdita' non sia stato partorito inconsapevolmente.

Matteo Bianconi 30/05/2012

Che dirti? Dovevi scriverne per forza. Marra ormai è entrato nella storia!

Illegal Mind 30/05/2012

Tristissimo sto spot, magari l'hanno pagata pure! ;)

Poi si capisce che all'inizio legge il gobbo cn espressione "spero di ricordarmela sta volta"
perché sicuramente questa è la 200esima volta che provano puhuahuahuahuahuahuhu :D

A parte questo, ironizzare è l'unica salvezza per l'umanità.. ormai lo fanno pure i computer!

Enrico Bisetto 30/05/2012

Citando Rudy, (http://www.rudybandiera.com/arcuri-labirinto-femminile-1223.html) se è stato un nonSpot non voluto, vorrei ingaggiare il pusher del non-creativo che ha pensato a questi 30 secondi;
se invece è stato voluto vorrei conoscere il creativo che ha avuto la genialità di fare tutto questo.

Anche se, vedendo le disquisizioni di Marra sul concetto di tempo, sulla "politica della non dialogicità sessuale" e soprattutto la sua richiesta di riforma di Youtube perché mistifica i dati temo non fosse voluto... ma qui comincio a confondere il nonSPOT col suo committente! :D

Matteo Bianconi 30/05/2012

Secondo me il messaggio sul telefonino dell'Arcuri è breve, perchè impega poco a leggerlo. E terribile, perchè il suo sguardo è palesemente terrorizzato (si vede benissimo... e non perchè non sa cosa sta per recitare...).
Insomma, secondo me c'è scritto una cosa del tipo "TU PUZZI".

Jovanz74 30/05/2012

Dato il tono inquietante della musica penso che sia un messaggio inframmisto di lov ed eit tipo: "Amò perdonami, se ieri sera ti ho piantato un coltello accanto alla faccia sul cuscino ma mi hai fatto proprio inkazzare. TUO TOPINO AMOROSO" LOV&EIT

Jovanz74 30/05/2012

Caterina Marra è un'altra icona assoluta. Il suo "Il Libbro Tabbù di un Uomo Tabbù" riecheggia nella mia coscienza. Però non raggiunge le vertigini esistenziali di Manuela Arcuri. La Caterina è troppo composta, minimale, zen. Non ha quell'approccio sconcertante della Manuela Arcuri che in 30 secondi passa dal dormiveglia, all'inquietudine, alla logorrea e infine al sorriso disteso.
Comunque Caterina è un'icona minore, ma pur sempre un'icona.

Jovanz74 30/05/2012

Se è stato partorito inconsapevolmente siamo di fronte alla prova della "Teoria del Caos" una serie di interazioni caotiche alla fine generano la perfezione. Mi sembra incredibile è come tentare di scrivere la Bibbia estraendo lettere a caso. No qui siamo di fronte a un colpo di genio (magari inconsapevole), ma assoluto. Questo sconvolgente nonSPOT ha una sua terribile estetica!

Jovanz74 30/05/2012

Marra è un pezzo della Storia del web, ogni blogger italico dovrebbe scriverci su. E' la Storia per cui sarà ricordato il 2010.

Jovanz74 30/05/2012

Io penso che se insistiamo, qualche anima pia ci tirerà fuori gli outtake! Sai che meraviglia vedere tutte le volte in cui Manuela si impappina sugli strateggismi XD

Rudy Bandiera 30/05/2012

"Qualunque idiota che sa tenere in mano una telecamera capirebbe che questo colossal di 30 secondi è improponibile come spot" è davvero così? Io lo spero vivamente....
Comunque anche a me turba da morire il NON sapere cosa ci fosse scritto nell'SMS dell'Arcuri: una cosa di lov o una cosa di eit?

damiano sestyle 30/05/2012

Analisi sempre precisa ed azzeccata, mio caro Jovanz74.
Aggiungo solo che l'interpretazione dell'Arcuri mi fa rimpiangere colei che degnamente l'ha preceduta:

http://www.youtube.com/watch?v=AWymjB9aMcY

Un commento a questo?
All together: "Che bella pansè che tieni, che bella pansè che hai, me la dai, me la dai,..."

Gamer, quando il cinema imita i videogame « Gilda35 30/05/2012

[...] con Gerald Butler (il Leonida palestratone di 300), é la versione cinematografica dei nonSPOT della premiata ditta Alfonso Luigi Marra – Manuela [...]

#Report e la Sora Cesira « Gilda35 30/05/2012

[...] Manuela Arcuri e il non SPOT [...]

Ricky 30/05/2012

A me ha fatto lo stesso effetto di Videodrome, e anche un
po' Un Chien Andalou

Jovanz74 30/05/2012

Secondo me il nonSPOT ha esondato i confini dell'orrendo per raggiungere il sublime. Mi spiego: se uno vede qualcosa di orrendo semplicemente cambia canale, sia che si tratti della Televisione che di Youtube. Il nonSPOT non è così, lo rivedremmo un milione di volte e un milione di volte riesce a farci sganasciare dalle risate. E' perfetto nella sua totale assurdità ed eversione da ogni regola del buon marketing. Prendi la pubblicità di Fastweb con George Cloney è orrenda e uno cambia canale punto e basta. Il nonSPOT tocca le più profonde corde dell'anima! Parla all'irrazionale che è in noi ;)

Jovanz74 30/05/2012

Guarda che sono andato a rispolverare per i tuoi occhietti surrealisti http://www.youtube.com/watch?v=Qho0CDTMCa0

d0minius 30/05/2012

Lo spot è orrendo come la copertina del libro, per questo
sono dei genii, la Arcuri in quel senso è l'opposto, una gnocca
"non bionda" che legge si, ma gli SMS. Con una bionda tipo Flavia
Vento, si sarebbero dati la zappa sui piedi. P.S. : l'essemmesse
ricordava a Manuela che il credito era in scandenza.

Jovanz74 30/05/2012

O meglio: "SVEGLIA SCEMA LO SPOT E' INIZIATO!!!"

Jovanz74 30/05/2012

A me i temi dello strategismo sentimentale indotto dalle nuove tecnologie e del rating di Yuotube suscitano suggestioni immaginifiche *____*

Jovanz74 30/05/2012

E' dal 1985 che Tecnonucleo boicotta il nostro Guru!!!
SPEZZIAMO IL MURO DI OMERTA' CHE STRINGE ALFONSO LUIGI MARRA!!!

Valentina Valente 30/05/2012

Vi riporto le parole del Marra:
"A coloro che, in questa ‘cultura’ degli orifizi e delle strullate, si sperticano a definire lo spot di Arcuri il più brutto possibile, si può solo rispondere che la gelosia è il più umano dei sentimenti (..) La verità è che quello spot rischia di spezzare il muro del silenzio con il quale mi si circonda dal 1985, sicché ha mandato in campo i cretini per scongiurare il pericolo e saggiare la capacità delle mie tesi di resistere al dissenso"

La costruzione del periodo e le scelte sintattiche sono bbbellissime.
Aiutiamolo a spezzare 'sto muro, per favore.
Usciamo dallo strateggismo che ci imbavaglia le orecchie della coscienza O__o

Giovanni "Jovanz74" Scrofani 30/05/2012

Tutto il Marra pensiero °__°

C.P. 30/05/2012

Clicca qui per scaricare da scribd la lettera di Alfonso Luigi Marra a Lele Mora:

-circa il fatto che non ha commesso alcun reato
perché le tasse non sono dovute giacché sono un illecito frutto del signoraggio bancario, e la bancarotta non è che una delle loro ovvie conseguenze come pure i vari reati di origine fiscale che il ‘legislatore’ ha illecitamente inventato e la magistratura e la guardia di finanza illecitamente perseguono solo perché – con numerose epperò silenti eccezioni – sono moralmente e in buona parte anche materialmente corrotte e al servizio, non dello Stato, ma delle banche, visto che, salvo non siano tutti troppo intellettualmente o culturalmente deficitari per poter capire il crimine del signoraggio, sono d’accordo con i non meno corrotti
media e politica nel fare di tutto per occultarlo;

-circa le prime 10 cose da fare per uscire dalla crisi.

http://www.scribd.com/doc/63965877/Lettera-a-Lele-Mora

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