Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

#Report e la Sora Cesira

#Report e la Sora Cesira

ONtro

Esimi nonché egregi Ricercatori, non possiamo esimerci dal dedicare il presente nonPOST alla puntata di ieri di Report.

Necessaria premessa seguo Report e mi piace abbastanza.

Necessaria premessa non capirò mai il suicidio di ieri. Ieri, domenica 10 aprile 2011 A.D., Report ha dedicato una puntata dal roboante titolo “Il prodotto sei tu!” al mondo dei Social Network.

Già il titolo scimmiottava il celebre libro di Jaron Lanier “Tu non sei un Gadget” e l’abstract della puntata lasciava presagire un punto di vista abbastanza fuori dal coro degli osannanti alle “magnifiche sorti progressive” della Cultura Digitale…

Però…

Però est modus in rebus, come dicevano i Latini…

#Report e la Sora Cesira#Report e la Sora Cesira#Report e la Sora Cesira

La trasmissione

Ieri su RAI 3 è andata in onda questa importante puntata di Report: "Il prodotto sei tu!" Dalle domande della scheda di presentazione della puntata, si poteva comprendere un approccio un po' critico:

Si può tenere insieme la libertà d’espressione con il profitto oppure come ritengono gli hacker solo una Rete anonima e gratuita è libera e al riparo da ogni controllo? Meglio esporsi come raccomandano i californiani o vivere nascosti come raccomandava Epicuro 2300 anni fa e oggi Wikileaks?

Report Il prodotto sei tu



Ero francamente curioso di vedere come avrebbero sviluppato la puntata, visto che Report deve buona parte del proprio successo al passaparola virale che fanno dei suoi contenuti gli utenti dei Social Network e i Bloggers. In sostanza mi chiedevo: "Morderanno la mano che li nutre?"

Il feedback su Twitter

Immediatamente i commenti sull'hastag del programma #REPORT sono esplosi con un'intensità che stenta ancora a placarsi. Basta guardare il relativo grafico di Twirus, che attesta un'iperbolica impennata di riferimenti al programma:

#Report e la Sora Cesira

I commenti sono stati molto forti per lo più hanno espresso disappunto.

Ne riporto alcuni:

  • Jovanz74‎ Persino i Gesuiti di Civiltà Cattolica hanno una visione del Web 2.0 più moderna di quella di #report. E con questo ho detto tutto.
  • Luca2D Ma con tutta la disinformazione che si fa su tutto il resto, vi fate problemi per come trattano Facebook e Twitter? #report
  • diesignit#report: e mo' la #gabanelli che cazzo c'ha contro la #cesira?http://bit.ly/gQT2gd
  • ninjamarketing‎ Ora tutti si incazzano per #report quando si mettono in evidenza le contraddizioni del nostro mondo gli eroi diventano nemici
  • @semerssuaq se non vi piace come i socialnetwork trattano i vostri dati, andate all'oratorio! mica FB ve l'ha ordinato il medico #Report
  • @micheleficara: stasera #report sta stuprando #internet in Italia
  • luk1979‎ Il "Popolo della Rete" si è incazzato perché #Report gli ha smontato il giocattolino... ecco perché una volta li chiamavamo #utonti...
  • stailuan‎ #report «Per gli amanti di emule e torrent la festa sta per finire» lo stesso giorno che ci sarà la pace nel mondo e sarà debellata l'aids
  • @RudyBandiera: con la puntata di ieri sera #report ha mosso un casino. Mi sa che la Gabanelli non se lo aspettasse. La rete gli gira le spalle?

Il Feedback su Facebook

Anche su Facebook le cose sulla fan page ufficiale di Report non vanno come al solito, con considerazioni molto distanti dai soliti commenti entusiastici. Diciamo che i feedback su Facebook possono dividersi in due macro aree:

  • Ipercritici: riassumibili in "Report ha fatto solo odioso terrrorismo mediatico".

  • Ipereattivi: riassumibili in "Ommioddio domattina mi cancello da Facebook. Questo è il mio ultimo messaggio e si autodistruggerà tra sei secondi."

#Report e la Sora Cesira

Il feedback dei Bloggers

Seguono le reazioni dei Blogger. Riporto qui, per pura partigianeria, quelle del Gruppo degli Indigeni Digitali. Appartengo da qualche mese a questa Comunità Online creata da Fabio Lalli, che mi ha enormemente fatto rivalutare Facebook (ma ci tornerò a breve).

Di seguito alcune posizione espresse da alcuni Indigeni Digitali:

Vi invito a leggerli tutti, riportano posizioni molto personali, interessanti ed eterogenee. Forse la miglior risposta al sensazionalismo di media vecchi come televisione e giornali.

La Replica della Gabanelli

Riassume le impressioni della Rete un buon articolo dell'Unità "Report, Gabanelli scivola sulla rete. Ma i fan la bocciano" . L'articolo espone devo dire egregiamente le impressioni negative dei Nativi Digitali rispetto alla puntata incriminata. Quindi, sempre presso i tipi de l'Unità, la Gabanelli rilascia un'intervista molto interessante "Il web demolisce Report: «Allarmisti» Gabanelli replica: «Ma io devo parlare a tutti»". Nell'intervista la Gabanelli spiega il suo punto di vista, che possiamo così riassumere: "Noi non abbiamo fatto una puntata per la Rete. Io devo parlare alla Sora Cesira".

Le mie personali considerazioni

Adesso spazio alle mie personalissime considerazioni da dadaista monocromatico, bidimensionale e 1.0. Francamente chi ha fatto seppuku (suicidio rituale giapponese) ieri è stato proprio Report, un programma che sulla rete ha poggiato buona parte del proprio successo.

Ogni domenica sera e ogni lunedì mattina è un fiorire di commenti estasiati sia sull’hastag #Report di Twitter, sia sulle varie fanpage di Facebook. Ma non oggi. Forse perché una volta tanto Report ha parlato di qualcosa di cui un po’ tutti i Nativi Digitali sono esperti.

Ma analizziamo con ordine il mash-up del terrore di ieri:

  • Colonna sonora: il sottofondo pare più appropriato per un torture-porn tipo Hostel, piuttosto che per un programma di approfondimento. Toni cupi, tesi. Da un momento all’altro immaginavo che partisse Profondo Rosso dei Goblin.

  • Montaggio “Mash up” (per non citare l’immortale René Ferretti di Boris e il suo “montaggio alla cazzo di cane”): il montaggio è sincopato. Una raffica di “dichiarazioni” e di “fatti” che spaziano da Facebook, ADsense, Twitter, Google, P2P, phishing, Wikileaks, profilazioni marchettare non autorizzate, violazioni della privacy, sostituzione di persona, Zynga, diffamazione, Polizia Postale, politica digitale, noleggiatori di DVD, tv on demand, Youtube, Four Square, Silvio Berlusconi, Farmville, Rudy Bandiera, Julian Assange, Seppuku, Mark Zuckerberg. l'Egitto e chi più ne ha più ne metta… Più che un programma televisivo pareva una Tag Cloud dinamica.

  • Pubblico di riferimento: ovviamente bisogna tener presente che il pubblico di riferimento non erano hacker, topblogger, superSEO, o semplici smanettoni (come il sottoscritto), ma le varie Sora Cesira e Bimbo Minkia, che scorrazzano su Facebook in modo del tutto inconsapevole. Capisco che per convincere il pubblico televisivo a mettersi la cintura di sicurezza devi fargli vedere i morti ammazzati delle stragi del sabato sera… Ma qui si è parlato dei “pericoli della rete”, senza neppure dare un sentore di cosa sia la Cultura Digitale.

  • Le vittime: le “vittime della Rete” erano dei soggetti quantomeno bizzarri. Su tutti i più mitici sono il tipo che fa causa agli spammers, che gli stanno distruggendo la vita (passasse a Gmail e la smettesse di rompere i coglioni) e il noleggiatore di DVD rovinato dai Pirati Informatici e da Youtube (che pareva un mastro liutaio medioevale che si lamentava delle chitarre elettriche). Capisco essere niubbo e un po’ agée ma c’è un limite a tutto.

  • I superesperti: arrivano poi i superesperti che con quattro battute ti spiegano l’acqua calda. Che nei Social Network la privacy non esiste. Che è pieno di cracker cattivi che vogliono fotterti i numeri della carta di credito. Che è pieno di lamer pronti a fotterti l’identità. Insomma che il web è un mondo di lupi cattivi pronti a fotterti la vita. Nessuno che spiegasse come essere un Citizen 2.0, cosa fosse la Cultura Digitale, come le Online Communities riescono a difendersi egregiamente dal potere delle Multinazionali, cosa sia l’Etica Hacker… manco come scegliere un buon antivirus e vivere felice.

  • I cattivi: il tutto è inframmezzato con le interviste ai “cattivi”. Quelli che fanno i soldi coi Social Network. Risposte monche. Tagliate. Spezzettate. Espressioni da scemi. Che alla fine ti chiedi ma come fanno sti poracci ad alzare miliardi di euro. Persino Zuckerberg pareva più che il Re Tycoon Nerd, un bimbominkia sfigato che urla sotto il palco dei Jonas Brothers.

  • Le contraddizioni: poi ci sono le contraddizioni meravigliose. Praticamente tutto quello che avviene nei Social Network è un’esecrabile violazione della privacy. Però per debellare la mala pianta della “Pirateria Informatica” ogni mezzo è lecito, anche violazioni della privacy degne del Minamor di 1984.

Insomma riassumo ho trovato la puntata un'occasione sprecata per fare buona informazione. Si è buttata un sacco di carne al fuoco, trattando tutto in modo superficiale e sensazionalistico. Sembrava un incrocio tra "The Social Network" e "Fahrenheit 9/11".

Quoque tu Jovanz74!

Molti si chiederanno a questo punto: quoque tu Jovanz74…

Ma non era Jovanz74 che criticava la Cultura Digitale?

Quello che si scagliava contro le Macchine Marchettare?

Che inveiva contro il benevolo autoritarismo capitalista ecogreenpongo e politically correct di Tecnonucleo?

Non doveva Jovanz74 rallegrarsi della puntata di Report di ieri?

Si sono proprio io: a scanso di equivoci preciso che è vero che ho trattato spesso i temi affrontati ieri da Report. Tuttavia me ne distinguo per l’approccio e per le conclusioni.

In effetti ho trattato con dovizia di particolari delle derive marchettare di profilazione inconsapevole degli utenti dei Social Network:

Peraltro ho di sovente criticato e dileggiato la riduzione nei Social Network a fenomeno “virale” di qualunque cosa per quanto nobile (sciopero della fame incluso), o infima essa sia:

E tuttavia è pur vero che mi sono scagliato in un lungo articolo contro il ricorso folle alle Nuvole Computazionali, come nuova teca del sapere della nostra cività:

Mostrando un certo sprezzo del pericolo, mi sono anche scagliato contro le forme di autoritarismo digitale che sfruttano le più moderne tecnologie (al riguardo mi viene da sghignazzare amaramente pensando ai consigli sulla privacy fonte NASA forniti durante la puntata di Report, ogni riferimento a Gary McKinnon è puramente casuale):

Va da sé che non potevo mostrarmi condiscendente verso coloro che sono talmente fanatici della Macchina, da dimenticare l’Uomo per il quale è stata progettata:

Ho criticato le fisime dei Nativi Digitali:

Mi sono persino levato sull’uso spregiudicato dei nuovi media da parte della politica:

Non rinnego una singola riga di quanto ho scritto in precedenza, anzi! Tuttavia ritengo opportuno evidenziare alcuni errori:

  • Superficialità. Se il programma era destinato ad informare la Sora Cesira, penso sia obiettivo che abbia fallito il suo scopo. Ha fatto un'infornata di temi disparati e disomogenei tutti sfiorati e nessuno approfondito.

  • Monocromatismo. La Cultura Digitale ha dei difetti, rappresentati principalmente da un'ideologia di Totalitarismo Digitale di cui sono portatori molti dei principali attori della Rete. Tuttavia vanno evidenziati anche gli aspetti positivi della Cultura Digitale. La capacità di creare reti vive e pulsanti di comunicazione tra soggetti tra loro distanti. La mia esperienza sui Social Network è stata positivissima. Se lancio qualche frecciata satirica è perché credo nel kaizen (miglioramento continuo). Evidenziare solo gli aspetti negativi, senza menzionare quelli positivi crea solo diffidenza nelle Sore Cesire.

  • Ignoranza. Non si è mai parlato di Cultura Digitale, l'unica rappresentazione che se n'è data è stata quella grottesca dei corsi di facebook per i vecchietti. La Cultura Digitale non sono né Zuckerberg, né Google. La Cultura Digitale non sono le Macchine, sono le Persone. Siamo noi singoli utenti con le nostre passioni. Sono i blogger, che hanno stravolto l'idea di giornalismo tradizionale. Sono gli hacker con la loro etica talmente forte, da aver sedotto persino i Gesuiti di Civiltà Cattolica. Di tutto questo ho trovato qualche scampolo.

  • Irrilevanza. La puntata di ieri confermerà solo due cose: alle Sore Cesire che internet è un postaccio, ai Citizens 2.0 che con i media tradizionali non è possibile nessun punto di contatto. Finita la buriana ognuno rimarrà sulle proprie posizioni. Purtroppo.

Colpo di scena finale!

Chiudo con una considerazione fatta questa mattina su Twitter:

Jovanz74‎ Se #report parla di rifiuti & nucleare è competente, se parla di Social Networl è superficiale. Sarà mica perché conosciamo l'argomento?

E chioso con questo splendido report di attacco Trojan subito mentre guardavo la pagina RAI di Report!

#Report e la Sora Cesira

Queste cose capitano solo a me e me ne bullo 8)

Commenta il post

occhio_di_bue 30/05/2012

Jovanz, spero che tu non ti offenda se uso lo spazio commenti del tuo post per esprimere la mia opinione che è opposta alla tua, tra l'altro ben argomentata ed espressa.
Ribalto il tuo post su twitter come segue (lo allungo per dargli senso): "Se #report parla di rifiuti, nucleare e prosciutto alla diossina è competente e noi il giorno dopo continuiamo a produrre rifiuti nello stesso modo, sostenere i nuclearisti e mangiarci prosciutto&diossina. Se parla di SN è gravissimo, imprescindibile (peggio di tsunami, corruzione, latrocinio sociale, sperperi diffusi, veleni diffusi) qualsiasi notizia data in precedenza) e noi il giorno dopo usiamo 1 giorno di lavoro e tutte le energie che non abbiamo mai usato in precedenza per un'inedita protesta."
Io non credo che il servizio di report abbia sollevato questioni gravi come quelle presentate in precedenza, eppure la rete le ha percepite com più gravi.
Mi chiedo e ti chiedo perché? La domanda credo che possa essere interessante anche per le tue attente riflessioni.

L’invasione degli ultraBOT e il sequestro di #Report, Gabanelli e #sapevatelo « Gilda35 30/05/2012

[...] in #Report e la Sora Cesira narravamo dell’ondata emotiva che era esplosa nel cuore “Popolo della Rete” a [...]

Jovanz74 30/05/2012

Beh qui puoi gustarti il video integrale ;)

Diego Bonfranceschi 30/05/2012

Non ho mai visto #Report, ma credo che questa di ieri sia la puntata giusta per iniziare.

Jovanz74 30/05/2012

L'ho capito il giorno dopo (lo so, sono lento), però lì per lì mi ha fatto ammazzare dalle risate... L'assalto di malware RAI, mentre scrivevo di Report era troppo gustoso per essere vero :D

markingegno 30/05/2012

Jovanz, non era un virus, è solo che Chrome ha rilevato Silverlight! :-D

Un altro inutile post su Patrizia Pepe « Gilda35 30/05/2012

[...] Capisco che la blogosfera era ancora squassata dal Caso Report… [...]

#TwitJapRM e l’uso improprio dell’iPad « Gilda35 30/05/2012

[...] Non ho mai capito perché le macchine Apple, che avrebbero delle potenzialità ludiche assolutamente incredibili, si sprecano in giochini casual buoni solo per bimbomikia e gli ottuagenari nonnetti che vanno a lezione di Facebook (v. Report)… [...]

Jovanz74 30/05/2012

Condivido molto quanto dici nel tuo blog...
E in effetti questo nonBLOG è un pamphlet satirico che tira le orecchie molto spesso all'ottimismo "totalitario" dei guru 2.0 e dei Nativi Digitali in generale... tuttavia la puntata di Report è spiaciuta persino a me... Non dico che andava fatta una trasmissione "cerchiobbottista"... però ho trovato la puntata veramente arida e caotica.
In pratica Report ha commesso gli stessi errori che commettono spesso i Guru 2.0: fare un mash up di svariate fonti di informazione e incanalarle a martellate in una tesi precostituita.
Smarcare gli "aspetti positivi e partecipativi" del web 2.0 con le case history bonsai di una redazione online e del caso Assange mi è sembrato davvero un po' pochino...
Poi a mio avviso fa più "paura" come Facebook induce a strutturare e percepire la nostra personalità (in un contenitore di "I like" e "contatti"), che i crediti di Zynga e il phishing... queste cose passeranno... l'idea di come proporre noi stessi nel Web magari no.

Jovanz74 30/05/2012

Premessa: anche se espone idee diverse dalle mie ho apprezzato enormemente il tuo commento.
Questa considerazione chiarisce molto della Cultura Digitale, che è basata (a mio avviso) su condivisione e contaminazione di idee.
Report ha compiuto lo stesso errore di Lanier, partendo da una prospettiva completamente diversa: considerare solo ciò che non va nel web 2.0, ascrivendo come irrilevanti i fenomeni virtuosi.
Al riguardo esprimo chiaramente un concetto, che potrà sembrare una bestemmia: la Cultura Digitale è più importante di rifiuti e nucleare. La Cultura Digitale sta cambiando radicalmente la nostra percezione della realtà, aumentandone enormemente le potenzialità. Vivere eternamente connesso in un flusso di informazioni in una rete dialogante è un'esperienza esaltante... e anche pericolosa... Il Web 2.0 sta cambiando la nostra idea di Persona, quindi nel momento in cui si affronta un tema di questo tipo bisogna essere preparati e attenti.
Questa è la mia opinione ora e il bello della Rete è che commenti come il tuo la fanno evolvere :)

sgrz 30/05/2012

Report parlando delle truffe informatiche, della spregiudicatezza nell'uso dei dati personali ha informato su uno dei lati oscuri del web. Nelle obiezioni dei guru del 2.0 ci si è per lo più limitati a fare delle accuse di allarmismo e terrorismo senza però entrare nel merito di quanto detto dalla Gabanelli. Il miglior modo per liberarsi dei rischi della rete è farli consocere, non metterli sotto silenzio.

Report, i rischi dei social network e le critiche pelose dei guru del web.

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