Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

Chi ha attaccato Beppe Grillo? Pippo Baudo!

In Italia si è affermato un nuovo genere letterario: l'intervista all'Anon. Possibile che un movimento che ha fatto della riservatezza la cifra di un decennio di onorata attività improvvisamente venga dilaniato da una gara alla ricerca della visibilità?

Sei Anon in cerca d'autore

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Esimi Ricercatori il presunto attacco di Anonymous a Beppe Grillo ha scatenato una mirabolante fase della Guerra dei Sogni... Orde di giornalisti felici pubblicano fuochi artificiali digitali composti dalle confessioni di legioni di Anon desiderosi di salire alla ribalta delle cronache e di raccontare la propria personale contronarrazione della vicenda.

Era parecchio tempo che non assistevo a un caleidoscopio di iperboliche e contraddittorie narrazioni di simile portata.

In Italia si sta affermando un nuovo topos letterario: l'intervista all'Anon.

Per chi ha studiato da vicino questa Comunità ed altre realtà di hacking, queste interviste sono esperienze narrative di mitopoiesi assolutamente godibilissime e gratificanti.

Per chi non conosce bene simili realtà costituiscono un possibile rischio di disinformazione.

Il lato divertente della vicenda è che sembra quasi che man mano che raccontiamo certe dinamiche col nostro linguaggio visionario e allucinato, qualche presunto Anon sente lo spasmodico impulso di bussare alla porta del Corriere o di Repubblica con una contronarrazione ancora più fantasmagorica....

La tessera degli Anonymous di Repubblica

Ricorderete che qualche mese addietro prima di due nostri fondamentali nonPOST, Anonymous era rappresentato come una sorta di monolitico Partitone da Socialismo Reale.

Poi arrivarono i nostri umili nonPOST sulla Prima Guerra Digitale e sul conflittuale rapporto tra Old Anon e Newfags, in cui ci sforzammo di chiarire quali fossero le anche contraddittorie dinamiche di una Comunità Online.

Non l'avessimo mai fatto!

Da allora è stato un fiorire di contronarrazioni e pseudointerviste spacciate per notizie, che ci raccontano una Comunità dilaniata da spaventose lotte intestine. Abbiamo praticamente scatenato la gara al: "solo io sono l'Anon DOC gli altri sono tutte bieche imitazioni commerciali, che guardo con paternalistico affetto".

Orbene per chiarimento: cari giornalisti se volete provare l'ebrezza (senza troppi sforzi) di leggere cosa pensano gli Old Anon dei Newfag fatevi un giretto nella sezione /b/ di 4Chan.org, o siti similiari, vi si aprirà un mondo.

Il rapporto non è propriamente improntato alla buona educazione, alla sobrietà e al paternalismo...

Pertanto non possono che sorprendere articoli come quello di Repubblica, in cui un "Old Anon" in una sorta di versione socialista delle nostre precedenti narrazioni dichiara che:

LA RESA dei conti è arrivata: Anonymous Italia - o meglio la community italiana che fa capo al movimento hacker più famoso del mondo - ha cacciato "con ignominia" i responsabili dell'attacco contro il sito di Beppe Grillo. Si tratta di tre persone che, per testare una nuova botnet, hanno pensato che quello fosse un target accettabile. "Ma erano in minoranza, e non possiamo accettare che qualcuno decida contro il parere della maggioranza", racconta oggi uno dei più anziani membri della community.

Attacco al blog di Beppe Grillo Anonymous caccia i responsabili

Avete letto bene, miei esimi, cacciati con ignominia, dopo un voto stile sezione del vecchio PCI.

A questo punto i casi sono due:

  1. gli Anon Italiani parlano un linguaggio assolutamente differente da quello dei loro omologhi internazionali, invece di un'organizzazione fluida e basata sull'anonimato hanno delle tessere e immagino anche un Ordine Professionale;

  2. qualche conto non torna.

Lo ammetto gli Anon di Repubblica mi stupiscono sempre per la sobrietà delle loro argomentazioni e per l'assoluta assenza di spirito anarchico...

I test degli Anonymous del Corriere

Se anche un'anima candida fosse tentata di prendere per buona la narrazione di Repubblica, ecco che arriva il Corriere a scompigliare le carte...

Da una contronarrazione su "Anonymous Sobri vs Cani Sciolti" elaborata a partire dalla dialettica tra "Old Anon vs Newfags"... ecco che arriviamo a una sorta di contronarrazione a cura del Corriere della nostra contronarrazione del test sfuggito di mano...

Mi verrebbe da invitare l'Anon di Repubblica e l'Anon del Corriere a prendere un caffé, così stabiliamo una volta per tutte se sono stati i "cani sciolti", o un "esperimento sfuggito di mano"... e magari verifichiamo anche questa cosa dell'Ordine Professionale degli Anonymous da cui si viene cacciati con ignominia con votazione a maggioranza qualificata...

Peraltro, l'articolo in questione, che sembra in effetti una sorta di elaborata contronarrazione del nostro nonPOST, ha anche fatto insorgere il caro vecchio U-Black, uno dei blogger italiani maggiormente attento alle tematiche hacking.

Conclusioni

Come concludere miei esimi Ricercatori?

Ovvio con un sobrio invito a trattare certi temi con la dovuta accortezza.

Una volta esisteva un concetto chiamato "verifica delle fonti": non sarebbe opportuno proporre come notizia qualche cosa che non può essere verficato, per il quale non si hanno a disposizione documenti probatori, sulla quale c'è solo la parola di un anonimo soggetto non verificabile...

Quando ho scritto "Beppe Grillo e Anonymous: la penultima verità", sebbene ritenessi attendibili la ricostruzione e le fonti, non mi azzardai a raccontare la vicenda sotto forma di notizia. Scelsi appunto la forma della favola, proprio perché esprimevo nulla più che una mia suggestione su come potevano essere andate le cose.

Essendo per mia natura un ottimista penso che i giornalisti riprendano certe informazioni in buona fede e che chi le fornisce sia altrettanto in buona fede... Però gli odierni processi di elaborazione delle informazioni alla fine creano un effetto colorato, contraddittorio e surreale...

Comunque chi ha attaccato www.beppegrillo.it?

Cani sciolti?

Anonymous?

Botnet?

Hacker White Hat?

Probabilmente Pippo Baudo...

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Max 19/06/2012

Propendo per l'ultima che hai detto. Ce lo vedo bene il grande picco come il padrino degli Old A-non(ni). E sisi sà Beppe Grillo lo ha inventato lui (Drive-In cit.) quindi lo può distruggere ;-)

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