Gilda35

Il nonBLOG di satira dadaista sul professionismo di internet

Il Fight Club delle Twitstar!

Rebel Machina

Premessa

Premetto che, essendo per l’affermazione e per la contraddizione continua, adoro le Twitstar, anche se tendo a non seguirle e a bisticciarci involontariamente ogni tanto…

A tutti, infatti, capita presto o tardi di incrociare le armi con una Twitstar.

Vuoi perché la Twitstar non vi ritiene degni di una risposta dopo millemila volte che le scrivete. Vuoi perché la spocchia con cui pontificano avrebbe fatto diventare carnivoro Gandhi. Vuoi perché la Twitstar ostenta il suo rapporto 100 following/10.000 followers come a dire “io so io e voi non siete un cazzo“. Vuoi perché certe volte vi siete lasciati coinvolgere dalle sue lodevoli iniziative, per trovarvi come degli imbecilli a scoprire che avete fatto réclame a automobili, PC, siti a pagamento, libri, ecc…

Insomma presto o tardi le Twitstar scatenano micro conflitti, che tendono a sfociare in versioni in scala della Guerra dei Cent’anni…

Il catalogo degli Eroi omerici

La colpa un po’ è di Twitter che ce le consiglia… Alla pagina dall’altisonante nome “Chi Seguire“, c’è la sezione “Sfoglia per Interessi“, che riporta una sorta di “Catalogo delle Twitstar Consigliate da Twitter in Persona“, degno degli elenchi di omerica memoria…

Esempi del Catalogo delle Twitstar

Noi ai primi passi su Twitter, da bravi niubbi ci caschiamo e iniziamo a seguire i più divertenti, i più giornalisti, i più tecnologi, i più letterari, i più politici, i più tutto… Poi gioco forza dopo un po’ ne restiamo delusi: i più divertenti postano bestemmie e pernacchiette a Berlusconi, i più giornalisti pensierini delle elementari, i più tecnologi non saprebbero effettuare un back-up, i più letterari reclamizzano libri, i più politici ti bloccano appena scrivi qualcosa che non va…

E poi salgono in toptweet regolarmente solo le Twitstar, a loro basta un pugno di tweet (Elio oggi è salito in top con 33 micragnosi retweet, noi comuni mortali non ci riusciamo neanche con 70)…

 

Il "democraticissimo" Algoritmo dei Toptweet

Insomma presto o tardi le Twitstar ci deludono e in alcuni casi risvegliano quel piccolo malignetto troll che è in ognuno di noi… tanto non rispondono mai… e poi sono così antipatiche, vanesie e fanfarone…

Oppure in altri casi risvegliano l’illuministico fanciullo dentro di noi che grida: “il Re è nudo!” Chissà perché risvegliano il bisogno di “aprire gli occhi al mondo“, quando il Mondo non ne sente minimamente bisogno…

E poi non si è mai visto un Social Network con l’elenco dei Primi della Classe e la cosa è naturalmente suscettibile di fenomeni di regressione a dinamiche sociali degne delle Elementari.

 

Ma che cosìè una Twitstar?

Riporto di seguito le caratteristiche salienti a beneficio dei Ricercatori tutti:

  1. rapporto following/follower di 1/100 (di cui si vantano schernendosi con frasi come “Sarebbe impossibile per me seguirvi tutti!“);
  2. blog personale di caratura scadente, o inconsistente (però con tante accattivanti foto ritoccate in photoshop);
  3. essere consigliato da Twitter (spesso per motivi sottratti all’umana comprensione);
  4. non rispondere MAI ai comuni utenti osannanti (rispondono solo ad altre Twitstar);
  5. un agguerrito gruppo di 50 fanboy che retwittano qualunque minkiata proferiscano (possono essere massime tipo “la vita è come lo spritz” o un bestemmione, poco importa);
  6. spesso VIVONO della propria attività online (GUAI a denigrarla);
  7. carattere estremamente acidulo (incassano solo complimenti);
  8. sconnessi dalla realtà: quello che accade online  è IMPORTANTISSIMO (se spernacchiano Mr. B. si pavoneggiano come novelli Robespierre,  se qualche nerd sfigato gli fa donazioni con paypal per comprarsi scarpe tacco 12 hanno vinto al Superenalotto, se quattro minchioni per sentirsi “geek” scrivono “hey grazie a te ho skoperto l’importanza della banda larga e ho visto la Luce” gli insorge il “Complesso del Messiah“…);
  9. la vera Twitstar deve il suo successo a Twitter (se è famosa a prescindere non è una Twitstar DOC).

Purtroppo però le Twitstar hanno anche la cattiva abitudine di essere parecchio reattive e di scatenare con enorme facilità la “bassa forza” che le segue contro chi OSA criticarle (anche se la critica magari non è maligna). Le Twitstar infatti hanno la cattiva abitudine di utilizzare Friend Feed, Twitter, Facebook o i propri pompatissimi siti personali come una gogna 2.0, contro i profanatori del loro buon nome.

 

Regole di Ingaggio

Poiché di recente vedo un certo nervosismo nelle Twitstar, che hanno preso a piallare chiunque alzi solo un sopracciglio contro di loro, mi sembra  opportuno fornire qualche consiglio a quei Ricercatori che sentissero l’insano impulso di ingaggiare un Fight Club contro una Twitstar:

  • Prima di “ingaggiare” con una Twitstar pensateci 2 volte:
    • Se volete sfondare nel mondo del giornalismo, o “vivere di internet” non ingaggiare MAI uno scontro con una Twitstar. Vi state mettendo contro una Rete di Professionisti.
    • Miei beneamati, io opero nel web nell’ambito di una mia personale ricerca culturale completamente avulsa dalla mia attività professionale. Il fatto di non beccare un centesimo da internet mi conferisce notevole attività di manovra e il fatto di essere avvocato mi fa capire fin dove posso spingermi e dove fermarmi.
    • Voi probabilmente non siete nelle mie condizioni. Volente o nolente, quello che fate nel web potrebbe avere ripercussioni dirette sulla vostra attività professionale.
    • Quindi prima di ingaggiare un possibile scontro pensateci bene. E partite dal principio che se fate un appunto a una Twitstar lo scontro è dietro l’angolo.
  • Partite dal presupposto che le Twitstar di riffa o di raffa col web ci mangiano:
    • A voi non piacerebbe che qualcuno sminuisse il vostro lavoro, o riducesse la vostra capacità reddituale, perché a loro dovrebbe far piacere?
    • Qualsiasi appunto si fa ad una Twitstar su come opera su Twitter viene vissuto come un attacco alla loro professionalità.
    • Qualsiasi appunto viene vissuto da alcune Twitstar, come un atto ostile volto a “sminuirle” e in tal modo di drenare possibili entrate.
    • Dopotutto campare di internet è un’impresa quanto mai difficile, ho alcuni amici che lo fanno e francamente non li invidio neppure un po’. Essere i forzati del precariato da 4 post/articoli al giorno… dover animare avatar di riviste di cui non te ne frega una mazza… raccattare ogni genere di impiego mortificante la propria autorialità… insomma non è il massimo. E’ normale che difendano la propria agiatezza economica con le unghie e con i denti (infatti le uniche “Twitstar nonviolente” sono quelle ricche per motivi extra-internettari e che vivono Twitter come un mero veicolo pubblicitario).
  • Occhio all’effetto rinforzo:
    • Le Twitstar tendono a fare gruppo tra loro, specie quelle sponsorizzate da Twitter e inserite nel Catalogo degli “Utenti Consigliati“.
    • Pertanto preparativi psicologicamente a dover fronteggiare almeno 2 Twitstar e relativo seguito!
    • Non vi avventurate in questa avventura se non avete una Rete di amici e sostenitori di discrete dimensioni.
    • Come spiegano numerosi studi di psicologia comportamentale 1 interazione negativa “pesa” psicologicamente più di 10 interazioni positive. Purtroppo 100 buongiorno non valgono mai quanto 1 vaffanculo ben assestato (figuriamoci se iniziano ad arrivarvene a dozzine).
  • Occhio all’effetto leader/massa:
    • Molti twitteri sono affetti dalla “Sindrome del Viva il Capo“.
    • I fanboy delle Twitstar pensano che, difendendo il Capo anche molto al di là di quanto sarebbe ragionevole, in qualche modo guadagnino qualche benemerenza ai suoi occhi. Se poi il Capo promette l’accesso a carriere favolose (giornalista, musicista, ecc…) o ammicca all’accesso a certe misteriose alcove del libero amore, ecco che i fanboy diventano delle macchine per uccidere.
    • I fanboy (miniBlogger, twittatori della domenica, cialtroni di varia natura) sono particolarmente minacciosi e spesso dotati di un deteriore sense of humor, peggiore di quello delle suscettibili Twitstar (se tocchi il loro eroe minacciano perfino denunce, i pusillanimi).
    • Però sono tanti (ogni 10.000 persone 50 imbecilli ci sono sempre) e l’effetto può essere disturbante.
  • Occhio all’effetto ne resterà soltanto uno:
    • Se la battaglia si fa troppo aspra o voi o la Twitstar abbandonerete Twitter, o quanto meno getterete una luce fosca su successivi abbandoni.
    • Magari o voi o la Twitstar abbandonerete Twitter per motivi personali, ma la Comunità OnLine penserà sempre che l’uno ha piallato l’altro. Anche se non è andata affatto così.

 

Conclusioni

Non posso che concludere così: o è per una grande battaglia ideale (tipo l’epico scontro suicida che ingaggiai con Internet for Peace, con relativi morti e feriti virtuali), oppure risparmiatevi di fare a botte con le Twitstar.

O volete affermare una qualche ecologia della blogosfera e pertanto intendete contrastare le loro deteriore visione dei Social Network, o chi ve lo fa fare?

Per quanto possibile cercate sempre di vivere in pace col prossimo.

Oppure no.

About Giovanni Scrofani

Come Giovanni Scrofani è un avvocato specializzato come giurista d'impresa con consolidata esperienza nelle attività amministrativo contabili connesse allo sviluppo di programmi di investimento misto pubblico/privato... nel tempo libero si trasforma nell'ilare Dr. Jovanz74 fondatore del Progetto Collettivo #Gilda35, con cui si diverte a fare un po' di satira sul web 2.0. Il suo motto: "Carini e coccolosi, ragazzi! Carini e coccolosi..."

54 Comments on “Il Fight Club delle Twitstar!

  1. U-Black
    30 novembre 2010

    questo post è ECCEZIONALE!

    # Occhio all’effetto ne resterà soltanto uno:

    * Se la battaglia si fa troppo aspra o voi o la Twitstar abbandonerete Twitter, o quanto meno getterete una luce fosca su successivi abbandoni.
    * Magari o voi o la Twitstar abbandonerete Twitter per motivi personali, ma la Comunità OnLine penserà sempre che l’uno ha piallato l’altro. Anche se non è andata affatto così.

    In diebus illis ebbi una piccola discussione proprio con una di queste persone da te citate.
    Come sai il mio “contatto” è protetto da quel famoso lucchetto, in poche parole mi aveva richiesto il “follow” e quasi per una sorta di educazione ricambiai.
    Andai quindi a sbirciare tra i twitt di questo soggetto rendendomi conto in primis del rapporto sproporzionato tra following e followerz, in secundis questa persona non scriveva MAI a nessuno. Nessun @nick_name @pinco_pallino @tizio, se non in qualche rarissima occasione, ma solo ad “amici” o comunque persone molto in accordo con qualsiasi fandonia/cazzata detta/scritta/twittata.
    Sempre per quella “sorta di educazione” descritta in fase di “ricambio” le scrissi un “ciao e benvenutA” (da questo si evince che è donna). Attesi forse qualche ora, senza leggere alcun saluto di ritorno, nonostante la certezza che lo avesse ricevuto. Senza spiegarmi il perchè decisi di spulciare il link al blog di tale personaggio rendendomi conto di:

    # sconnessi dalla realtà: quello che accade online è IMPORTANTISSIMO (se spernacchiano Mr. B. si pavoneggiano come novelli Robespierre, se qualche nerd sfigato gli fa donazioni con paypal per comprarsi scarpe tacco 12 hanno vinto al Superenalotto, se quattro minchioni per sentirsi “geek” scrivono “hey grazie a te ho skoperto l’importanza della banda larga e ho visto la Luce” gli insorge il “Complesso del Messiah“…);

    Ma l’affermazione più triste che potesse fu che preferiva essere apprezzata per la bellezza e non per l’intelligenza. Le mie antenne, dritte più del solito…
    Da li scatenai un flame, flame al quale ovviamente si degnò di rispondere. In primis insultando chi le andava contro, in secundis……cancellando proprio quel twitt compromesso.
    La fortuna fu che avevamo fatto lo screenshot di quel twitt, che pubblicammo più e più volte.
    Conclusione fu che la twittstar unfollowò me e altre persone che per amor del DM ammiccante la seguivano, ma che si erano rotte le bolle di annusare qualcosa che non sarebbe mai arrivata…….MAI!

    Personalmente diffido dal seguire twitstar, troppo egocentrismo, troppa finzione, troppi “baci e abbracci” virtuali, troppi polli che cascano in questa finzione, delle volte credo proprio volontariamente, forse spinti dalle photoshoppate, forse spinti dalla noia. Inoltre credo che in molti si tengano alla larga proprio perchè uso un linguaggio colorito, più che altro perchè scrivo quello che penso…e talvolta è anche molto pesante. Inoltre come sai ho un piccolo blog…ma piccolo piccolo, sul quale ancora più spesso sfogo la rabbia che volentieri mi sale quando leggo determinate cavolate.

    Quando tempo fa pubblicai twitt antirazzisti, contro il vilipendio alla bandiera di Bossi e per l’incendio delle baracche rom ad opera di Borghezio e dei suoi sciacqualattughe, pensa un pò…un noto politico italiano smise di seguirmi. Che facesse parte delle twitstar?
    Mi sarebbe piaciuto “flammare” anche con loro…

    p.s.
    quando tutto manca ho sempre da parte una ventina di CPU °_°

  2. Matteo Bianconi
    30 novembre 2010

    Quoto per l’eccezionale, io non avrei spiegato meglio i concetti e mai ci sarei riuscito. Lovv e stima immemore.

    • Jovanz74
      30 novembre 2010

      Il solito esagerato Matteo, non è che la fedele riproposizione dell’amabile conversazione del Job Meeting, riletta alla luce dello scambio di mail di ieri… è farina pure del tuo sacco! ;)

  3. alexia
    30 novembre 2010

    mi verrebbe da pensare alla fiaba ” Anche le rane vogliono un re”.. complimenti per il post :-) )

    • Jovanz74
      30 novembre 2010

      Ma grazie! Visto un così illustre riferimento letterario mi sembra d’uopo riportare la favola di Fedro da te menzionata!

      “Le rane, che vagavano libere nelle paludi, chiesero con grande clamore un re a Giove, che frenasse con la forza i costumi dissoluti. Il padre degli dei rise e diede loro un piccolo bastone, che, lanciato, per l’improvviso movimento e suono del guado spaventò la pavida specie. Poiché queste giacevano da tempo immerse nel fango, casualmente una silenziosamente fa capolino dallo stagno, e, ispezionato il re, chiama tutte quante. Quelle, lasciata ogni paura, nuotano a gara verso il re, e una massa sfacciata salta sopra il bastoncino. Avendolo disonorato con ogni insulto, inviarono a Giove delle rane per chiedergli di un altro re, in quanto quello che era stato dato loro era inutile. Allora inviò loro un serpente d’acqua che con dente spietato iniziò ad afferrarle ad una ad una. Incapaci di difendersi, tentano invano di sfuggire alla morte, la paura toglie la parola. Allora di nascosto affidano a Mercurio un’ambasceria presso Giove, perché soccorra le afflitte. Allora il dio in risposta: “Poiché non avete voluto conservare la vostra fortuna,” disse “sopportate fino alla fine la disgrazia!” Anche voi, o concittadini”, disse, “sopportate questo male, affinché non giunga una disgrazia maggiore”.

  4. Elmook
    30 novembre 2010

    W la defowollowation!
    W W il Fight Club che in quanto tale non esiste!

    • Jovanz74
      30 novembre 2010

      Il Fight Club esiste dall’orario di apertura del Fight Club fino all’orario di chiusura del Fight Club ;)

  5. Nubetossica
    30 novembre 2010

    Se divento twitstar giuro che vi metto nel gruppo dei 50 fanboy, promesso.

    • Jovanz74
      30 novembre 2010

      Ma lo sai che sono già un tuo devoto fanboy ;)

  6. damiano sestyle
    2 dicembre 2010

    Arrivo a leggerlo con 2 giorni di ritardo ma trovo l’articolo preciso, centrato e pure elegante.
    Aggiungo solo una cosa, allargando l’orizzonte e riflettendo su come le persone si relazionino tra loro attraverso il web: lo strumento è nuovo, ma l’uomo è vecchio (by Social Media Week di Milano)

    • Jovanz74
      2 dicembre 2010

      Non posso che condividere al 1000×1000 che:

      lo strumento è nuovo, ma l’uomo è vecchio

      Purtroppo quando si analizzano un minimo (e pure all’insegna di un casareccio DADAismo) questi fenomeni apparentemente innovativi manifestano… vorrei dire smagliature, ma mi viene… CREPE enormi.
      Twitter è un news network poteva gestire il tema degli “Utenti Consigliati” in mille e un modo, ne ha scelto uno svilente il proprio valore.
      Le Twitstar dovrebbero essere degli “ambasciatori” di Twitter… Consigliare uno squadrone della morte che non fornisce contenuti di livello neppure minimo e che ad ogni critica risponde con gogne mediatiche e trolling paurosi, svilisce in primo luogo Twitter.
      Però contenti loro…
      A me Twitter piace da impazzire, nonostante certe scelte scellerate…

  7. Paolo
    2 dicembre 2010

    Ben scritto. Mi hai fatto venire voglia di combattere, lo faccio subito!

    • Jovanz74
      2 dicembre 2010

      Hai equivocato il mio era un invito alla pace… della serie “smettetela di attaccare questo squadrone della morte di personaggi fuffosi, sono importanti solo perché voi gli date eccessiva importanza“… lasciamoli alle loro bestemmie e ai loro spritz.
      Oppure no.

  8. netpropaganda
    2 dicembre 2010

    Sono loggato, sono Rudy, ma questo è un gran pezzo! Bravo uomo verde, bravo :)

    • Jovanz74
      2 dicembre 2010

      Spandi talmente tanto LOV caro Rudy che adesso questo nonPOST spande ciccioli e frizzoro nell’aere… GRAZIE!!!

  9. sTen
    3 dicembre 2010

    rido.. no dico .. rido da morire e cmq .. delle TweetStar riportate nella pagina postata qui io due le conosco personalmente e non sono male :)

    • Jovanz74
      3 dicembre 2010

      Mi auguro che nella “vita civile” le Twitstar siano persone moooolto più carine rispetto a come si pongono nel web ;)
      Tuttavia evidenzio che da quando su Wired (la loro Bibbia 2.0) apparve l’articolo “10 consigli per rilanciare il tuo blog” (http://mag.wired.it/rivista/storie/dieci-consigli-per-rilanciare-il-tuo-blog.html) stanno seguendo con spaventosa efficienza il comandamento “coltivati i troll”…
      L’ennesima prova che quando un’idea cretina entra in Rete non ne esce più ;)

      • U-Black
        5 gennaio 2011

        Questo commento è geniale :D
        così come la battuta del lasciarli alle loro bestemmie e spritz!

        Respect!

      • Jovanz74
        11 gennaio 2011

        Sul serio se su Wired scrivono che per rilanciare il tuo blog devi farti fotografare mentre mangi escrementi, perché Luttazzi l’ha fatto e ha sfondato, è assai probabile che nella blogosfera italica inizino a circolare foto con pasti a base di eiezioni canine. Seguire Wired per certi tipi è quasi una religione… Il consiglio “coltiva il troll” era decisamente demenziale e chi l’ha scritto di web non capisce una mazza. Ci sono stati svariati casi di suicidio a causa del trolling in America e Estremo Oriente… decisamente non è una pratica da incoraggiare.

  10. Nelpaese
    3 dicembre 2010

    Ottimo articolo. Come sempre ;) . Mi hai fatto venire in mente una Twittstar delle più idiote. Quella che se gli fai il defollow ti contatta per offenderti e per dirti che si è offesa del defollow, siamo arrivati al ridicolo, :D ahahahaha

    • Jovanz74
      3 dicembre 2010

      Ho capito a chi ti riferisci… per farlo impazzire lo followavo e defollowavo periodicamente… poi un giorno si è lamentato di questa cosa e mi ha fatto un po’ pena (Grisù, uno che a trentanni suonati si lamenta per i defollow è roba da Centro di Igiene Mentale!), così ho smesso… Oppure no ;)

      • U-Black
        5 gennaio 2011

        Dimmi chi è :D ti prego….vogliofarlo anche io mghghgh
        almeno 3 volte al giorno!
        Hai la mia mail! *_*

      • Jovanz74
        11 gennaio 2011

        Ovviamente ti ho risposto via mail brò, respect!

  11. Vekatar
    3 dicembre 2010

    Come al solito i Tuoi Nonpost non fanno una piega. Più che condividere (sono nuovo di Twitter e non ho ancora fatto a tempo a conoscerne i vari retroscena) prendo come Bibbia ciò che scrivi perchè risulta essere assolutamente verosimile. Però… mi è venuta una PAURA!!

    • Jovanz74
      3 dicembre 2010

      Essendo irrefutabilmente per l’abolizione dei profeti (specie in ambito internettaro) ti invito a non prendere come una Bibbia ciò che scrivo, ma come un garbato e un po’ DADA spunto di riflessione ;)
      Riguardo la PAURA invece… non la provo perché questa conformazione del web l’ho vista nascere e nel mio piccolo negli anni ’90 vi ho anche contribuito… il web 2.0 non è che la versione semplificata, deteriore ed estremizzata di concetti “deboli” del web 1.0, che era spesso molto più libero e innovativo.
      Mi crea solo un dadaistico dispiacere, che sublimo nelle mie cyber beffe :)

  12. eagle1
    3 dicembre 2010

    Lascio un commento solo ad imperitura memoria, come fosse incisione marmorea su fredda lastra.

    Questo post e i commenti sono troppo importanti per non apporgli il diretto avvallo in siffatto modo :)

    • Jovanz74
      3 dicembre 2010

      Mi levo tanto di cappello dinnanzi a una siffatto intervento di sostegno manifesto :)

  13. Anonimo
    7 dicembre 2010

    Davvero complimenti!
    Il tuo post riassume in maniera eccellente anche il mio pensiero su ciò che accade su Twitter.
    Mi avvalgo della facoltà di rimanere anonimo anonimo perché che lavoro sul web e mi trovo a dover avere rapporti con le Twitstar e “volente o nolente, quello che faccio nel web potrebbe avere ripercussioni dirette sulla mia attività professionale”.
    Rimango anonimo anche perché mi piace pensare che ora chi leggerà questo commento mi immaginerà con faccia pixelata e la voce distorta come nei peggiori talk del pomeriggio in tv.
    Aggiungo che sono capitato su questo post proprio perché una delle migliori/peggiori Twitstar ti ha retwittato sprezzante informando i suoi devoti su quale sarà ora il nemico comune sul quale accanirsi.

    • Jovanz74
      7 dicembre 2010

      Ti rivelo una cosina: avevo scritto un’oscuro riferimento leggermente sgradevole ad una iniziativa della Twitstar in questione, con cui reciprocamente non ci followiamo… nel tweet non lo menzionavo neppure… eppure chissà come l’ha letto… evidentemente arrivano addirittura a leggere quotidianamente i propri detrattori… ed ha attivato la “gogna 2.0″…
      Immediatamente 5 fanboy hanno iniziato a flammare…
      Ho placato rapidamente gli animi perché il riferimento non era oggettivamente offensivo per nessuno.
      Tuttavia una fangirl della Twitstar, congedandosi ha evocato oscuri “rumors” che circolano su di me.
      Mi sa che passano troppo tempo su internet.
      Purtroppo questo nonPOST è una scienza esatta.

      P.S. Triste constatazione quando ho scritto il tweet incriminato ero SICURO che sarebbe seguita la gogna.

  14. Anonimo
    7 dicembre 2010

    Ho notato!
    Tra l’altro in questi giorni avrei voluto scrivere qualcosa su queste dinamiche twitteristiche ma mi hai anticipato e lo hai fatto anche meglio di come avrei potuto farlo io.
    Forse sono l’unico ma noto una certa similitudine tra le Twitstar e gli op che c’erano ai tempi delle chat su mIRC quando se non avevi la chiocciolina di fianco al nick eri uno sfigato :)

    • Jovanz74
      7 dicembre 2010

      Grazie dei complimenti.
      Vengo anch’io dall’esperienza delle IRC e quindi ti quoto perennemente.
      C’è più di una similitudine, alla base c’è lo stesso penoso rapporto leader/massa.
      Io quella che non capisco è la “politica editoriale” di Twitter.
      Mi spiego: Twitter ci consiglia un carnet di utenti da seguire per argomenti?
      Mi aspetto che ognuno di quegli utenti ci fornisca il TOP per qualità dei contenuti disponibile sulla piazza.
      Se poi addirittura ci consiglia lo “Squadrone della Morte” che al minimo accenno di critica ti espone alla “gogna mediatica“… beh io chi non capisco non sono le Twitstar (che poveracce bene o male fanno il lavoro loro) ma Twitter.

  15. riflessioni su un regionale
    7 dicembre 2010

    Trovo solo ora il tempo per commentare:
    Post e-c-c-e-z-i-o-n-a-l-e! Ho notato anche un certo “rodimento di culo 2.0″ su Twitter.
    Ciao!
    (Martina aka Rossa88)

    • Jovanz74
      7 dicembre 2010

      Ti dico una cosa divertente, visto che il flame si sta alzando dalle parti di Dietnam e soci.
      Questo nonPOST non trae molta ispirazione dal summenzionato.
      Ho scritto questo piccolo testo partendo da una disavventura capitata a un mio amico giornalista (una persona gradevolissima con cui è impossibile litigare) che ha osato accennare una velata critica ad una Twitstar in gonnella.
      La signora l’ha esposto ad una gogna mediatica assurda durata un intero giorno. I fanboy della signora sono arrivati addirittura ad augurare la morte (mi auguro virtuale) del malcapitato.
      Comunque parlo di “Mente Alveare” perché le dinamiche di questi episodi sono “fotocopiate“, è roba da entomologi.

  16. riflessioni su un regionale
    7 dicembre 2010

    Ma infatti io mi sto sorprendendo delle reazioni delle “code di paglia”, decisamente poco umili. Staremo a vedere…

  17. Pingback: Perché #Wikileaks non può essere Trend Topic « Gilda35

  18. 24enrico
    19 dicembre 2010

    grande post, maestro!
    ma sai che ti dico? sono Orgoglioso che Gilda35 non sia una Twitstar e che il suo modo di combattere (fight) sia pacifico, restando fuori da l’elite esplicita e farlocca (twitstar) di twitter. D’altronde i rivoluzionari, quelli che usano il cervello non sono mai in prima pagina.

    • Jovanz74
      19 dicembre 2010

      Ti vuoi fare due risate?
      La pagina delle Twitstar, per le solite coincidenze gildesche, è stata aggiornata e rivista a seguito del nostro coccoloso non post: http://twitter.com/#!/who_to_follow/interests
      In particolare le Twitstar “Divertenti“, quelle cioè più propense al trolling, non esistono più, sono rientrate nel calderone degli utenti consigliati nella categoria “Italy”.
      Ma possibile che ogni volta che scrivo un appunto a Twitter, questi lo rivoltano come un pedalino…
      Mi sa che ci prendono troppo sul serio, non hanno letto la pagina Info…

  19. davide licordari
    23 dicembre 2010

    IDOLERRIMO e LOVVOTICA

    • Jovanz74
      25 dicembre 2010

      Grazie granderrimo, anche questa volta la buona battaglia è vinta :D
      A proposito Buon Natale!

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  22. Pingback: Add-on Apokalypse Now, ovvero la Fine dei TopTweets « Gilda35

  23. Vicio
    17 maggio 2011

    Dania penso provi piacere a farsi scrivere senza avere risposta.
    Dovevi scrivere anche che le scuse che trovano sono ” Ma ho 15000 follower mica posso stare dietro a tutti”
    Bel articolo comunque Neo :D

    • Jovanz74
      17 maggio 2011

      Pensa che il casus belli da cui nacque questo storico nonPOST fu proprio una gogna 2.0 cui Dania (e non Dietnam come pensavano i dietrologi) sottopose un mio caro amico giornalista, che le aveva fatto un appunto…
      Per fortuna ora le Twitstar sono meno aggressive di un tempo… Gilda35 sembra diffondere #EIT ma alla fine semina sempre #LOV :D

      • Vicio
        17 maggio 2011

        Ma alla fine non è copa di Dania, è colpa dei milioni di morti di figa ( cosi li chiamo io) che la seguono tanto perchè mostra 2 gambe, ma per il resto che cazzo hanno suoi twit di interessante? Nulla come la maggior parte delle donne che mette un paio di tette nell’avatar.

      • Jovanz74
        17 maggio 2011

        Assolutamente si!
        Infatti al netto delle frecciate satiriche spacciate per uno studio di antropologia il mio era un garbato invito alle Twitstar a comprendere un po’ meglio il potenziale delle proprie suggestioni sui propri fanboy :)

  24. stefigno
    17 maggio 2011

    Parlo per me, ovviamente. Non mi rivedo moltissimo in tante cose scritte, quindi probabilmente non sono una tweetstar :P Battute a parte, ci ritroviamo lì in quelle schermate solo per l’anzianità di iscrizione a Twitter (nel mio caso 2006), ma davvero io mi considero un utente normale, come tanti che uso lo strumento con serenità senza arroganza ne spocchia etc etc. Probabilmente hai avuto qualche risposta ‘negativa’ da qualcuno e la tua esperienza non è stata delle migliori, ma ripeto, sempre parlando personalmente eh, mi considero un utente come un altro :-)

    • Jovanz74
      17 maggio 2011

      Caro Stefano l’articolo non era certo riferito a te, che ormai seguo con piacere in ogni Social Network possibile… Mi sono accorto solo ora che lo screenshot riporta ingiustamente il tuo avatar e ti chiedo scusa se poteva indurre in equivoco: sei sempre stato easy.
      Il nonPOST si riferiva ad alcune Twitstar che tra novembre e dicembre 2010 avevano preso a indicare ai propri fan messaggi ritenuti irriguardosi, dicendo: “Hey guardate questo tizio che dice di me/voi”… Dopodiché partivano raffiche di insulti al malcapitato… In particolare un mio caro amico giornalista visse letteralmente una giornata apocalittica dopo un appunto innocente fatto a Dania.
      Quando mi è capitato un episodio simile con Dietnam mi sono chiarito (è un ragazzo intelligente) ed è finita lì… Coi fan di Riccardo Luna (che neppure aveva fiatato) poi vissi un’esperienza quasi surreale ai tempi di Internet for Peace…
      Potrei citare parecchi episodi diretti e soprattutto indiretti…
      Diciamo che magari in buona fede e con intenti scherzosi era iniziata una pratica che gli utenti meno “corazzati” vivevano male.
      Rilevo che a valle del nonPOST questa pratica venne meno… O perlomeno non ne ho vista più traccia.
      A mio avviso però il fatto che un utente diventi una Twitstar non è dovuto a semplice “anzianità di servizio”… Twitter a mio avviso (anche giustamente) privilegia utenti PRO che ne fanno un uso da microblogging.
      Ciao, ci si vede in Rete ;)

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This entry was posted on 30 novembre 2010 by in Twitter and tagged , , , , , .
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