ONtro
Esimi Ricercatori, il titolo di questo nonPOST è preso pari pari dall''ultima puntata del Web Radio Show "Hole of Ass" degli amici Vitellozzo e Fourthalf, che è stata dedicata al fenomeno di Fake e Troll su Twitter...
La puntata ha tratto spunto da un triste caso di cronaca twittera che ha visto un'aspirante Twitstar di una Comunità Online molto agguerrita del Nord Italia essere presa di mira per giorni da un fake che l'ha trollata senza alcuna pietà...
Salvo poi (da quanto ho capito) essere stata salvata dal provvido intervento della propria Comunità Online, che si è erta a baluardo della malcapitata... immagino trollando a propria volta il presunto autore dell'insano gesto...
Detto per inciso penso anche di aver capito chi sia il Fake Plastic Troll in parola (visto che mi segue da qualche giorno, ovviamente non ricambiato). Il soggetto in questione dovrebbe essere tale @LaTwitstar... OppureNO (ma dopotutto chi se ne importa).
La puntata degli amici Vitellozzo e Fourthalf, che detto per inciso hanno suonato ottima musica (mica il solito "VascoMerda"), ha visto anche la lettura del mio ormai storico nonPOST: "Il Fight Club delle Twitstar!"... della qual cosa sono onorato! Ma mentre gli amici andavano avanti con lo show mi rendevo conto di non aver proceduto mai a tratteggiare col consueto "piglio sociologico" la figura di Fake e Troll... creature fantasmagoriche fondamentali nell'ecosistema digitale...
Ricordo con orgoglio quando con Giuseppe Mauriello e Fabio Lalli abbiamo dovuto procedere all'epurazione dei fake dal sacro gruppo degli Indigeni Digitali, di cui oggi ho partecipato a un aperitivo e che festeggia i suoi 1000 membri (completamente fake free)...
Ma, egregi Ricercatori, non divaghiamo e dedichiamoci alle consuete analisi da "Twitstar, anzi DIOstar, che giudica le altre Twitstar" (questa è di uno degli ascoltatori dello Show e mi ha quasi steso dalle risate)...
Caratteristiche
I fake sono nati con internet.
Spesso si tende a confondere il fake con il semplice e innocente utilizzo di un nick anonimo... Il fake è qualcosa di completamente diverso...
Un fake è una performance di un appartenente a una Comunità Online (Social Network, chat, forum, ecc...), che pratica una sorta di "Gioco di Ruolo" interpretando una personalità che non gli è propria (es. una topmodel ammiratissima, che nel tempo libero si finge un nerd obeso e psicopatico su Google+)...
Il primo caso storicamente accertato di fake è quello di "AlexAndJane". Nei primi anni '80, presso l'ormai storica chat Compuserve, un certo Alex, taciturno psichiatra di mezza età, finse per un paio d'anni di essere una spocchiosa donna di nome Jane. Il suo fake era muto e attraverso la chat comunicava al mondo tutto il proprio odio verso Dio e la religione in genere, asserendo di essere rimasta menomata a causa di un incidente. Quando si scoprì l'inganno molti "amici di Jane" rimasero sconvolti dalla notizia e lo psichiatra si giustificò asserendo che stava effettuando una ricerca scientifica...
Lo splendido aneddoto di cui sopra riporta alcune caratteristiche essenziali del fake:
Personalità: Il fake è una rappresentazione di una "personalità" talvolta anche complessa, che tende alla completezza. Deve avere un proprio background, un proprio linguaggio, proprie passioni e idiosincrasie.
Affettività: Il fake tende a sviluppare una rete di relazioni affettive attorno a sè, cercando di attirare l'attenzione attraverso qualche escamotage (nel caso di specie una forte disabilità).
Verosimiglianza: un fake ben fatto necessita di prove documentali della propria esistenza: foto, resoconti di partecipazione ad eventi. Un fake deve puzzare di vita vera, per essere credibile ed intrecciare relazioni vere. Chi anima un fake spesso si produce in complesse ricerche con una costruzione di prove false degna di un Legal Thriller.
Finzione: ovviamente caratteristica essenziale è che non deve essere comprensibile la natura fasulla del fake (pertanto @LaTwitstar non è propriamente un fake). Un fake ben fatto deve rendere inconoscibile il vero autore che si cela alle proprie spalle. Un fake ben fatto deve rendere anche solo impensabile risalire alla propria ingannatoria natura.
Motivazione: sono ormai vent'anni che scorrazzo nella Rete e devo ammettere che le motivazioni dei fake mi sono sempre sfuggite. Quando ho parlato con alcuni cultori di questa pratica mi hanno dato sempre risposte elusive. Sono giunto alla conclusione che in ultima analisi attraverso il fake alcuni esprimano aspetti della propria personalità normalmente tenuti a freno dalle convenzioni sociali... Alcune performance sono di una perfezione troppo sublime.
Tipologie
I fake non vanno sottovalutati. Quello dei fake, infatti, è un fenomeno che spesso genera mirabolanti cortocircuiti mediatici. Pensiamo al caso di Amina Arraf la bellissima blogger lesbica siriana, che altri non era che l'obeso eterosessuale nerd scozzese Tom MacMaster... In generale diciamo che possiamo tratteggiare le seguenti figure di fake:
Fake Ricercatore: quello che quando lo tani si giustifica asserendo "Il fatto che mi hai beccato a interpretare la parte di una blogger ninfomane esperta in tecniche di bondage e sadomaso non significa nulla: sono un dottorando in psichiatria forense." Soluzione: chiamare un esorcista.
Fake Burlone: fondamentalmente "un impostore che si prende giuoco degli incapaci" (v. oltre alla voce Troll). Soluzione: chiamare un paio di amici armati di crick.
Fake Bipolare: quello che quando viene sgamato si lascia andare a profluvi di invettive contro il resto della Comunità Online, che non lo merita. Poi si cancella e ritorna con un nuovo fake. Soluzione: chiamare i genitori.
Fake Schizofrenico: quello che ci crede veramente. Soluzione: chiamare l'ambulanza.
Fake Stalker: strumento utilizzato dagli stalker per avvicinare persone che hanno bloccato o segnalato alla Polizia Postale il proprio account principale. Conoscendo BENE l'ogetto della propria ossessione riescono rapidamente a entrare nelle sue grazie. Molto pericolosi. Chiamare di nuovo la Polizia Postale.
Fake Lurker: strumento utilizzato per spiare gruppi di utenti di una Comunità Online (vi siete mai chiesti come fanno certe Twitstar che non followano nessuno a essere aggiornatissimi sulle mosse dei propri detrattori?). Soluzione: ignorarli.
Cyber Orco: è il preferito dei giornalisti di Repubblica, Corriere & Co. quando sono in crisi creativa. Quando non sanno di cosa scrivere in genere parlano di questi fantomatici personaggi che adescano minorenni e bambini in Rete, fingendosi adolescenti. Il titolo dell'articolo? "I pericoli della Rete" (o qualcosa del genere). Non ci soffermiamo a parlarne, ne avete letto abbastanza (v. "Sbatti il Cyberorco in prima pagina"). Soluzione: smetterla di leggere certi giornali.
Conclusioni
Facebook e Google+ hanno delle regole che tendono a disincentivare la presenza di fake, su Twitter invece la pratica di avere account multipli è la norma.
Ricordo con affetto quando ai tempi del "Project" su Twitter lanciammo una caccia alle streghe contro BOT e Fake. Ogni giorno qualcuno sgamava qualche fake esponendolo al pubblico ludibrio.
Ne ricordo con particolare affetto uno sonoramente sputtanato da Sissetta80: il tipo aveva creato un fake saccheggiando le foto di una modella straniera pressoché sconosciuta in Italia e postava con regolarità resoconti e foto dei vernissage e degli eventi cui partecipava nella sua vita da Jet Set. La grande Sissetta lo castigò duramente e il tapino si cancellò.
Disapprovo abbastanza la pratica dei fake, perché nei suoi aspetti più deteriori rompe quel patto di lealtà che dovrebbe animare le interazioni online.
Tuttavia noto che in generale gli internauti sono ogni giorno più preparati e anche nei casi più evoluti di fake (v. il caso Amina) lo smascheramento è in agguato. Il mio giudizio sulla questione è riassunto da questo splendido storico tweet di sabotaggio di MisterBlonde84:
The Fake is a Lie
— Ian (@MisterBlonde84) Settembre 9, 2010
Per approfondire

PI: Amina Arraf, storia di un fake pericoloso
La blogger siriana non esiste. Dietro c è un educatore scozzese. Polemiche per la superficialità mostrata dalla stampa mainstream nel verificare la notizia. Eppure la soluzione al mistero è giun...
http://punto-informatico.it/3188895/PI/News/amina-arraf-storia-un-fake-pericoloso.aspx







