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Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

Elementi di attivismo digitale

Elementi di attivismo digitale

ONtro

Necessaria premessa, non sopporto le ingiustizie clamorose.

Ulteriore necessaria premessa, trovo disgustose le ingiustizie clamorose contro chi è malato.

Assolutamente necessaria premessa, sono un cittadino rispettoso delle leggi che conduce una vita tranquillissima e che ritiene opportuno, nel suo piccolo, sensibilizzare la pubblica opinione quando le cose non vanno per il verso giusto.

Così di sovente con gli altri Ricercatori di Gilda35 mi sono imbarcato in alcune pazze operazioni di garbato attivismo digitale sotto la cifra della provocazione dadaista.

Abbiamo di sovente utilizzato il nonsense, per mostrare l'insensatezza di una Rete dal volto sorridente social-eco-green-pongo, con ingranaggi che tutto tritano al posto del cuore. L'abbiamo fatto, quando attraverso i Top Tweets si stava cercando di manipolare lo sviluppo di Twitter in senso gossipparo, modaiolo e anestetizzante. Alla fine per dirla con Philip K. Dick Gilda35 vive e i Top Tweets sono morti (v. “La fine dei Top Tweets”).

L'abbiamo fatto quando Wired, dopo aver oscurato per mesi la candidatura di Liu Xiabo a premio Nobel della Pace, rendendoci ciechi e sordi grazie quella macchina di meta-marketing di Internet 4 Peace, saliva sul carro del vincitore (v. “Peace is War”). Alla fine cancellammo le inopportune autocelebrazioni Internet 4 Peace da Twitter e spingemmo il Direttore di Wired a chiudere il caso con un autorevole intervento.

L'abbiamo fatto quando scendemmo in campo accanto ai Tweetstormers in difesa dello smanettone autistico Gary McKinnon, quando era prossima la sua estradizione a Guantanamo (v. “Il Ragazzo che giocava con gli UFO”). Alla fine quello di Gary McKinnon divenne un caso di rilevanza internazionale e l'estradizione è da allora perennemente rinviata.

L'abbiamo fatto durante il Cablegate, scoprendo le policy ombra di Twitter in materia di Trend Topic (v. Perché #wikileaks non può essere trend topic). Oggi Twitter velatamente ammette quanto noi avevamo scoperto quasi un anno addietro (v. Twitter admits editing offensive Trending Topics, plans to remove more).

Così non possiamo esimerci oggi dal dare una mano al Gruppo degli Amici di Brendan Lillis. Pertanto scriviamo a beneficio loro, ma anche di chiunque decida di imbarcarsi in una causa etica, nobile e un po' folle questi elementi disorganici di attivismo digitale.

Mentre il Ricercatore Capo Bruttocarattere prepara il suo testo, per chi volesse informarsi sulla vicenda umana di Brendan Lillis vi invito a leggere questi post: “Brendan Lillis” del blog Fomento e “Brendan Lillis, prigioniero politico in Irlanda in gravi condizioni di salute: appelli su Facebook per la liberazione” presso Ciao People Magazine.

Per chi poi volesse partecipare all'azione presso questo indirizzo può trovare la pagina Facebook del Gruppo: “Coordinamento Amici di Brandon Lillis”. Insomma bando alle ciance e mettiamo a fattor comune alcune pratiche di sensibilizzazione apprese in qualche annetto trascorso su internet...

Consigli di carattere generale

Prendete tutto quanto leggerete in questo non post con mirabile condiscendenza come una serie di consigli disorganici, sgangherati e provvisori.

Non usate mai linguaggio osceno, o volgare. In generale non prestate il fianco ad essere classificati come troll o molestatori. In tal modo evidenzierete come qualsiasi “moderazione” del vostro pensiero è stata assurda, insensata e ingiusta.

Non utilizzate tecniche da lamer, getterebbero discredito sul vostro operato.

Siate provocatori, ma con stile.

Infischiatevene delle anime belle che si lamenteranno perché la vostra opera di sensibilizzazione gli ha rovinato per 5 minuti la timeline (un unfollow non ha mai ucciso nessuno).

Ponete al centro della vostra opera di sensibilizzazione l'eticità del tema trattato.

Siate sempre corretti e socievoli anche di fronte a comportamenti scorretti e ostili, facendo apparire garbatamente come dei cretini chi vi si oppone.

Partite dal presupposto che gli erogatori dei principali Social Network sono contro di voi. Se il tema colpisce qualche ganglio vitale del sistema (es. rapporti USA/UE, trattati di estradizione iniqui, marketing occulto, ecc...) tenderanno non a censurarvi, ma semplicemente a rendervi irrilevanti (es. nonostante centinaia di tweet non salirete in Trend Topic). Non fatevi ingannare dal fatto che ogni tanto passa qualche tema di tendenza che prende in giro il Politico X. Sono funzionali a Tecnonucleo. Stanno lì come a dire: “Visto puoi anche ridere”.

L'obiettivo è che si parli del caso in Rete. Bene, male, l'importante è rompere certi muri di accidiosa omertà dei Media ufficiali.

Importanza del Blog

E' fondamentale avere un blog di riferimento che coordini l'azione, in quanto:

  • Devono essere chiare le finalità dell'azione di sensibilizzazione.

  • Permette tramite i collegamenti ipertestuali di utilizzare appieno il potenziale dei Social Network.

  • Nel tweet di Twitter o nel post su Facebook si attacca il link al blog, liberando spazio per personalizzare il messaggio (c.d. Meme v. “Er Webbe se fa'”) e rendere virali gli scopi dell'iniziativa.

  • I 140 caratteri di Twitter e i 400 di Facebook sono insufficienti a descrivere in modo compiuto una vicenda.

  • Fornisce credibilità e struttura all'azione che altrimenti potrebbe essere confusa come banale trolling, o rumore di fondo.

  • Qualche piccolo consiglio da non prendere alla lettera, ma che può tornare utile:

  • Essere concisi, precisi, sinceri.

  • Chiarire la vicenda (rimandano se necessario a altri siti) e gli obiettivi dell'azione di sensibilizzazione.

  • Post brevi. Le pagine non vengono lette, ma scansionate. Massimo 5.000 caratteri. Ogni cinque righe un punto a capo. Tempo presente o imperfetto. Niente congiuntivi. In grassetto pochi concetti chiave (ammetto di disattendere questo punto ma non sono un blogger in senso canonico).

  • Il Titolo è tutto. Il 90% di un post è il titolo. Dovete pensarlo più a lungo della stesura del testo.

  • Cercate di ottenere link verso il vostro blog da siti con un buon Page Rank di Google (avrete qualche amico smanettone con un sito come si deve).

  • Usate un massimo di 10 categorie/topic.

  • Condividete il post su ogni social network (es. Twitter, Facebook, Google+, ecc...), o aggregatore (es. Liquida, Wikio, ecc...) possibile. Invitate gli altri sostenitori a fare altrettanto.

  • Piattaforma consigliata Wordpress (se non volete andare in hosting su un server a pagamento), i termini di utilizzo sono meno capestro di altre piattaforme blogging. E' un aspetto importante: alcuni fornitori possono negarvi il servizio al minimo accenno di turbolenze. Potete creare un instant blog gratuito anche solo per l'arco dell'azione di sensibilizzazione.

  • Se la causa ha rilevanza internazionale pubblicare una traduzione nelle lingue maggiormente coinvolte dal Caso.

  • Evitate di infarcire il blog con ADSense, socialADS e pubblicità in genere. La sola presenza scredita qualunque discorso sia presente nel blog, anche il più elevato.

  • Possono rivelarsi utili post che organizzano le azioni di sensibilizzazione (v. Regole di Sabotaggio).

Cyberativismo su Facebook

Su Facebook si possono praticare le seguenti tecniche:

Gruppo Esteso:

  • Creare un gruppo aperto e inserirvi tutte le proprie conoscenze interessate a questi temi (evitate di inserire la blogger fighetta, che scriverà un post solo per lamentarsi per questi asfissianti inviti a partecipare a gruppi che le rovinano la permanente). Invitate i membri del gruppo a fare altrettanto.

  • Cercate di coinvolgere nel Gruppo i c.d. Inflencers, personaggi attivi nei Social Network con un discreto numero di follower su Twitter (1000-2000 in su) o di amici di Facebook (500-1000 in su).

  • Postate e invitate a postare nel gruppo pareri, opinioni, link interessanti, create condivisione.

  • Invitate almeno un giornalista esperto in Social Media nel Gruppo. Ne parlerà sicuramente in qualche sito del settore garantendo rilevanza all'evento, anche in caso di ostracismo da parte degli erogatori dei servizi di Social Networking. E' importante, quasi vitale.

  • Fate Rete tra gli aderenti al gruppo seguendovi a vicenda sui vari Social Network.

La protesta sulla Pagina Facebook del “censore” (francamente non l'ho mai praticata ma gironzolando ho visto che ha dato buoni frutti):

  • Una pratica di sensibilizzazione è quella di postare su una fanpage di Facebook di quelle aperte-friendly-social, garbate proteste per l'eventuale rimozione di post o commenti.

  • Se si è subita una “moderazione” ingiusta da parte di chi a parole si proclama per la libertà d'espressione, è bene che si sappia.

  • Un consiglio: fate degli screenshot nel caso gli Amministratori della pagina cancellino i vostri post di protesta. E' bene che si sappia che, oltre al danno, perpetrano anche la beffa. Quindi postare le prove dell'ulteriore moderazione ingiusta in ogni social network. Selezionare le migliori per il blog.

  • L'iniziativa può assumere toni rilevanti e balzare all'onore delle cronache.

La lenta viralità di Facebook:

  • Postate sulle vostre pagine facebook personali link che rimandano al blog o ai blog di riferimento.

  • Postate in gruppi attinenti al vostro tema link che rimandano al blog o ai blog di riferimento.

  • Postate sulle fanpage attinenti al vostro tema link che rimandano al blog o ai blog di riferimento.

  • E' importante che lo facciate anche se odiate Facebook con tutti voi stessi, perché Facebook sarà lento, ma è un ottimo strumento di informazione.

Cyberativismo su Twitter

La parola d'ordine su Twitter è hastag! L'hastag è un segno # che si antepone a una parola al fine di consentire ricerche in automatico di tutti i Tweet che si riferiscono ad essa. Es. voglio sensibilizzare la mia timeline sulla vicenda umana di Pinco Pallo, scriverò messaggi contenenti #PincoPallo, o #PincoLibero, o #PPfree, ecc... Potete controllare la capacità di penetrazione di un termine, o di un hastag attraverso comodi strumenti come Tweetreach e Trendistic:

  • Tweetreach serve ad analizzare il numero complessivo di contatti e di contatti unici generati dagli ultimi 50 tweet/retweet, che hanno utilizzato un dato termine. Ad esempio “gilda35” di media genera circa 65.000 contatti, di cui 15.000 contatti unici, con soli 50 tweet di alcuni Ricercatori. Per una buona capacità di amplificazione è essenziale coinvolgere più twitteri. Hanno più capacità di penetrazione nel pubblico di Twitter 50 messaggi postati da 50 persone diverse con 500 follower a testa, che lo stesso messaggio postato 50 volte da una Twitstar con 10.000 follower.

  • Trendistic invece è ottimo per analizzare la distribuzione oraria dei messaggi. Se cercate il termine “news” noterete che si distribuisce in un arco orario che va dalle 10.00 alle 14.00. Questo è l'orario ideale per ogni azione di sensibilizzazione su Twitter. E' l'orario in cui la gente gironzola per la timeline per informarsi.

Prima di andare oltre due raccomandazioni: Date importanza ai Trend Topic. Non date troppa importanza ai Trend Topic. I Trend Topic sono i cosiddetti Temi di Tendenza di Twitter. Sono cioè dei termini o degli hastag che in un dato giorno sono evidenziati come rilevanti nelle versioni web di twitter o nelle app ad esso relative. Di seguito qualche consiglio:

  • si è Trend Topic al massimo per un giorno, non vi scoraggiate se il giorno successivo si scompare dalla lista;

  • in ragione del punto che precede concentrate le vostre azioni in un solo giorno, assolutamente inutile estendere per più giorni l'iniziativa;

  • non dichiarate su Twitter QUANDO svolgerete la vostra opera di sensibilizzazione altrimenti chi controlla l'algoritmo vi blocca (con Gilda35 dichiaravamo i nostri “Sabotaggi” apposta per essere arbitrariamente moderati e non finire in Toptweet e Trend Topic, al fine di dimostrare che fare le pernacchie ai politici era funzionale al Sistema, mentre fare le pernacchie a Jonas Brothers e Justin Bieber, o trattare di hacking era destabilizzante, con #DilloAObama e #TwitoliDiFilm siamo finiti in Trend Topic con #FreeGary manco un toptweet);

  • cercate di realizzare 100 retweet verso il messaggio più rappresentativo, per creare un effetto traino (essere toptweet è ancora rilevante per essere trend topic);

  • per il resto messaggi liberi all'insegna del meme: la parola d'ordine è personalizzazione, magari conditi con un pizzico di ironia e sano senso della provocazione;

  • se ci riuscite postate messaggi anche in inglese (non é determinante ma aiuta e può creare un bell'effetto traino);

  • andate nelle pagine delle Twitstar di “Politica” e “Notizie” della sezione “Sfoglia per Interessi” di Twitter, troverete molti account ufficiali da sensibilizzare con le vostre iniziative (ovviamente non vi risponderanno perché nella maggior parte dei casi sono solo Simulacri Digitali, ma è importante farlo perché nelle Nuvole Computazionali il nome del politico verrà associato all'iniziativa fornendole spessore);

  • non vi agitate se divenuti Trend Topic venite assaliti da BOT che prendono a spammare minchiate assortite, è un fenomeno noto (v. L'Assalto a #Report e #Gabanelli), fate uno spam report massivo e dopo pochi minuti l'assalto cessa;

  • una tecnica utilizzata da alcune Comunità Online è quella di agganciarsi a qualche Tema di Tendenza già attivo (es. Tema di Tendenza il solito #ItalyforBiebs o sue varianti, tweet: “Mentre voi giocate con #ItalyforBiebs, #Pincopallo muore!”), francamente la sconsiglio perché inonderete la timeline di un pubblico ostile e poco recettivo;

  • se non diventate Trend Topic infischiatevene è successo a Julian Assange prima di voi (controllate su Tweetreach come state andando è più importante).

Conclusioni

Spero di aver fornito qualche consiglio utile. Prima dei titoli di coda qualche raccomandazione: siate rigorosi, ma non rabbiosi, seri ma non seriosi. Non c'è nulla di più triste di un cyberattivista che inizia a prendersi troppo sul serio e diventa un Missionario della Verità. Come concludere se non con un Hasta la Vida Loca Siempre!

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Bendan Lillis, quando la giustizia è l’ingiustizia dei nostri tempi | Pistulune staminchiazza….capocchiova! 30/05/2012

[...] al noto sabotatore e ricercatore capo Jovanz74 che ha stilato delle linee guida molto chiare, puoi partecipare anche tu alla pacifica manifestazione. Se le TV e i giornali non ci ascoltano, [...]

Bendan Lillis, quando la giustizia è l’ingiustizia dei nostri tempi | Pistulune staminchiazza….capocchiova! 30/05/2012

[...] al noto sabotatore e ricercatore capo Jovanz74 che ha stilato delle linee guida molto chiare, puoi partecipare anche tu alla pacifica manifestazione. Se le TV e i giornali non ci ascoltano, [...]

WebArtisanIt 30/05/2012

Ancora una volta un nonPost illuminante e sul quale prendere appunti. Tra l'altro la causa #BrendanLillis può essere importante anche per porre l'attenzione su quello che accade nelle carceri italiane.

Aggiungerei personalmente di non mettere "RT, please" perchè uno RTta se ritiene che ne valga la pena, per la causa o perchè il tweet è spassoso e lo voglio condividere o lo traduco in un'altra lingua o magari perchè correggo un piccolo refuso, non perchè uno lo chiede xfavore.

E poi si risparmiano caratteri per cose più importanti.

2. Tweetreach = 2. Trendistic

Jovanz74 30/05/2012

Silvio questa è una traccia, serve a dare l'ispirazione ;)

silvio1964 30/05/2012

Ottimo articolo come sempre, ho disatteso alcune di questi consigli, non ho una missione vitale da compiere ma è opportuno fare qualche piccola modifica per migliorare, Grazie, ciao.

Jovanz74 30/05/2012

Brò siamo una gestalt ;)

Jovanz74 30/05/2012

Grazie. In effetti la causa di Lillis nel suo grottesco e inumano svolgersi rappresenta un ottimo momento di riflessione. Lo dico da giurista: lo Stato non può vendicarsi, neppure verso il peggiore degli uomini.
Sugli inviti a retwittare condivido: se mi invitano in genere non lo faccio.
E grazie per la segnalazione ;)

Atanulfo 30/05/2012

Posso dire che come al solito sei il migliore.
Amico mio, complimenti davvero.

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