Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

Le Grandi Storie Italiane: Il Pecorino Doggy Style

Le Grandi Storie Italiane: Il Pecorino Doggy Style

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Esimi Ricercatori mi sembra d’uopo avviare un momento di pacata riflessione su una delle Grandi Storie Italiane svoltasi qualche giorno addietro: la saga del Pecorino “Doggy Style”. Si è scritto di tutto su questa mirabolante vicenda (su tutti consiglio “Doggy Style”: il formaggio “pecorino” secondo il Ministero dell’Istruzione di Antonio Lupetti), ma essendo stato uno dei suoi massimi divulgatori ritengo giusto spenderci un minuto di raccolta meditazione.

Riassumo in breve la vicenda per quei pochi Ricercatori che non l’hanno potuta ammirare nel suo divenire…

Qualche giorno addietro appare sul sito del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca) un bando per assegni di ricerca dell’Università di Firenze per uno studio di Zootecnia avente ad oggetto: “Dalla Pecora al Pecorino - tracciabilità e rintracciabilità di filiera nel settore lattiero caseario toscano”… Ovviamente per adire ai Fondi UE, in ossequio alle Direttive Comunitarie ecc ecc… il bando era bilingue… E il geniale estensore ha tradotto l’oggetto del bando in: “From Sheep to Doggy Style”, che ritradotto dall’inglese suonerebbe tipo “dalla pecora alla pecorina" intesa come la posizione sessuale c.d. more ferarum… Ovviamente in Rete ci siamo sbizzarriti in frizzi e lazzi per stigmatizzare la vicenda, cui ho dedicato anche qualche affettuoso meme su Scemenziario…

Tuttavia passato il momento della risata, mi sembra opportuno esprimere un paio di considerazioni… Premetto che non voglio fare di tutte le erbe un fascio e che non voglio prendere ad esempio un caso isolato, per renderlo un archetipo dello stato della ricerca in Italia… Tuttavia ritengo che certi errori grossolani rappresentino talvolta la punta di un iceberg di vaste problematiche irrisolte, che non possono essere liquidate con le simpatiche battute contenute nella replica del MIUR "Le sviste di un infallibile Ministero".

Idolatria del Traduttore

Innanzitutto trovo assolutamente esilarante che dipendenti del MIUR abbiano una così scarsa conoscenza della lingua inglese ed utilizzino in modo così poco accorto il Traduttore di Google. L’episodio la dice lunga sulla conoscenza della lingua inglese in Italia. In ogni settore della Pubblica Amministrazione e del privato si fa un utilizzo massivo e automatico del Traduttore.

La cosa francamente mi lascia sconcertato.

Più di una volta negli ambiti a me più cari (informatica e videogame) ho trovato anche su testate prestigiose, articoli che erano la pedissequa traduzione googlata di articoli di Wired, Techcrunch, Mashable e soci… Con conseguenti sfondoni spesso esilaranti.

Se questo atteggiamento di pigrizia mentale dilaga fino ai ranghi più alti dell’insegnamento, allora c’è qualcosa che davvero non va. Un proverbio ceco, che mi è sempre piaciuto da morire, dice: “Impara una nuova lingua e avrai una nuova anima”. Penso che l’utilizzo insano e massivo dei traduttori ci stia impoverendo un po’ tutti, privandoci di tante anime possibili.

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Controllo

Per anni Docenti e Studiosi ci hanno ammorbato con la retorica delle “Eccellenze” costrette a una inopinata “Fuga di Cervelli” all’estero, perché in patria non trovano adeguati sbocchi professionali… Poi ti ritrovi strafalcioni come questo… E di esempi di strafalcioni in ambito universitario è pieno il web.

Il problema non è rappresentato dall’eccessiva attenzione che gli internauti riversano su ciò che leggono in Rete, ma dalla scarsità di attenzione da parte di chi è preposto al controllo di quanto viene pubblicato.

Spesso vengono accusati gli internauti di fare le pulci a quanto pubblicato dalle Pubbliche Amministrazioni (Tunnel Gelmini docet)… il problema è diametralmente opposto... Gli internauti , come categoria dello spirito non esistono. Sono solo comuni cittadini che navigano su internet... comuni cittadini che pagano una quantità abnorme di tasse per tenere in piedi un apparato statale elefantiaco... comuni cittadini che pretendono semplicemente che l’enorme massa di pubblici dipendenti preposti a scrivere, controllare e pubblicare documenti su internet svolgano diligentemente il proprio lavoro.

Tutto qui.

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Conclusioni

Come concludere questa Grande Storia Italiana? Esimi Ricercatori poco da dire: non facciamoci rubare l’anima dai traduttori di Google e continuiamo a svolgere diligentemente il nostro ruolo di castigatori della Pubblica Amministrazione… Un giorno non lontano avremo funzionari attenti e documenti scritti in modo decente… OppureNO.

Poscritto

Mi ha fatto notare il sempre ottimo Benny Contromano che ho omesso di citare la sua mail di trolling ai danni del MIUR, di cui di seguito vi riporto l'estratto... Mi chiedo se Benny non avesse mandato l'analogica mail si sarebbero accorti dell'errore? Probabilmente chiusi nei loro studioli no.

Le Grandi Storie Italiane: Il Pecorino Doggy Style
Commenta il post

Che male fanno i giornalisti che scrivono superficialmente di hacking? « Gilda35 30/05/2012

[...] alle nuove tecnologie non fa altro che copia/incollare qualcosa che nella migliore dei casi ha brillantemente tradotto con Google da un sito straniero e nel caso peggiore ha ripreso da un sito italiano tipo “conosco gente, che [...]

Censimento 2011. Ovvero, niente è come sembra « Gilda35 30/05/2012

[...] Sì, sto parlando proprio di quelle storie che si imprimono a caratteri cubitali nella Storia con la esse maiuscola: sto parlando delle Grandi Storie Italiane. [...]

Giovanni Scrofani 30/05/2012

Poco da aggiungere al tuo commento: da OSCAR!

Il Governo Italiano dichiara: “qrtq3t3″ « Gilda35 30/05/2012

[...] Basta con gli strafalcioni come il Pecorino Doggy Style! [...]

Wish aka Max 30/05/2012

La prima considerazione che vorrei fare è che evidentemente il numero di frequentatori provenienti dall'estero dei bandi del MIUR è prossimo a zero, altrimenti non sarebbe stato un italiano ad accorgersene...
La seconda è che di questo c'è evidentemente consapevolezza a livello MIUR, in quanto al di là dello strafalcione della pecorina, l'intero testo è a tutt'oggi talmente mal tradotto da essere praticamente incomprensibile a qualunque madrelingua inglese (o anche semplice estimatore)... "The project [...] apply a methodology that uses hardware and software between their integrated."
Anche uno scolaretto sa che il verbo alla terza persona premde la s, e che nel caso di verbo che termina con y questa diventa ie... Ma soprattutto, qualcuno mi spiega come si fa a tradurre "integrati tra di loro" con "between their integrated"???????
E qui viene la terza considerazione. In Italia si fa tutto sempre "al minimo". Il problema è la pecorina? Correggiamo la pecorina e che non rompano i coglioni, 'sti perdigiorno che non fanno altro che navigare su Internet, deve aver pensato il solerte estensore della nota del MIUR sulla fallibilità umana. Il resto del testo non è stato neanche messo in discussione, e come spesso accade, è stata tagliata via solo la punta di un ENORME iceberg fatto di ignoranza, arroganza e irresponsabilità.

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