Gilda35, satira dadaista sul professionismo di internet

Il Lato Oscuro della Rete

Il Lato Oscuro della Rete

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Esimi Ricercatori, lunedì scorso ho partecipato all'evento "Il Lato Oscuro della Rete" nell'ambito della giornata dedicata al #PARTECIPARE della Social Media Week di Torino.

E' stata come sempre una bellissima occasione per incontrare molti di voi, riallacciare dal vivo amicizie pluriennali sviluppatesi nel digitale, aprirsi a nuovi stimoli.

Di seguito riporto qualche appunto buttato giù durante il viaggio, condito dal mirabolante video di un'ora e mezza che costituisce il Kolossal assoluto del nostro glorioso progetto.

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La Retorica della Rete

Come ricorderanno i Ricercatori di lunga data, già un paio d'anni addietro, ai tempi di Internet 4 Peace, mi ero speso contro questa idea balorda di “Internet come Macchina Salvifica”.

Gli stregoni del marketing hanno elaborato questa folle dottrina secondo cui internet sarebbe uno strumento di per sé portatore di valori positivi generatori di fratellanza universale. Ne è nata questa stupida retorica della Rete secondo cui chi accede a internet e vi spende buona parte del proprio tempo rappresenta la parte più saggia ed evoluta del proprio Paese.

Questa assoluta corbelleria nata solo per rifilare materiale per feticisti tecnologici e servizi di telefonia è basata sul solito e trito assunto markettaro di “Metti un Tigre nel motore”, ossia “usa il mio prodotto e sarai associato ai valori positivi di cui questo è portatore”.

Così oggi il mondo della comunicazione è pieno di “Rivoluzioni dei Social Network”, che non appena gratti sotto la patina di like e retweet si rivelano movimenti fondamentalisti sviluppati all'ombra delle parabole televisive (v. Primavera Araba e affini)... C'è questo continuo rimando al roboante Popolo della Rete, che non appena gratti sotto la patina di like e retweet si rivela un ammasso poco coeso di slacktivist (gli attivisti pigroni che lanciano i like come fossero molotov)... E' un continuo fiorire di velleitarie Agende, Agenzie e Associazioni Digitali, che non appena gratti sotto la patina di like e retweet si rivelano incapaci di incidere sui processi politici...

Perché purtroppo quella della Rete è una gloriosa retorica basata sul nulla.

Una gloriosa retorica di cui beneficia solo l'Oligopolio Digitale.

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Iceberg Digitale

Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con internet riconosce che esiste una sola mappa concettuale davvero calzante per descriverlo: l'iceberg digitale.

Rappresentare internet come un iceberg significa riconoscerne una serie di caratteristiche:

  • Il web visibile si regge sua quella massa indistinta e non immediatamente percepibile rappresentata dal deep web. Come l'iceberg è immerso nell'acqua e da questa trae i propri elementi costitutivi ed in essa si scioglie in un ciclo continuo di coagulazione e scioglimento, così è il rapporto tra internet e il deep web. Solo una minima parte delle informazioni online è visibile via browser, esiste una enorme massa di dati normalmente invisibile in cui si muovono una serie di attori che vanno dai governi, agli hacktivisti ai cibercriminali. Ognuno che persegue scopi non proprio chiarissimi.

  • Solo la cima dell'iceberg è realmente visibile e abitabile. L'idea che abbiamo di internet si riduce a social network, testate online, qualche top blog (e siti porni ovviamente). Già se guardassimo appena sotto il pelo dell'acqua ci renderemmo conto che gran parte del web visibile è composto da forum, image board, blog e siti da cui vengono saccheggiate le idee, i temi e i contenuti che finiscono nella parte “emersa”.

Una simile conformazione comporta una serie di considerazioni: le informazioni nel web, al netto delle fiammate virali che lasciano il tempo che trovano, si stratificano con un processo di vera e propria mitopoiesi. I concetti si radicano per stratificazioni successive. La dimensione è assai simile a quella analizzata dagli antropologi quando studiavano le culture ibride frutto delle colonizzazioni, solo espansa a miliardi di individui che quotidianamente rielaborano mattoncini di informazioni plasmando la propria personale cosmogonia.

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La Cultura Tossica e la Guerra dei Sogni 2.0

Come accennato in precedenza, una delle chiavi di lettura migliori per leggere il web è quella della Cultura Tossica, di cui rappresenterebbe solo uno dei momenti.

In estrema sintesi:

  • tutti i mammiferi hanno la necessità per sopravvivere di marcare il proprio territorio di caccia/riproduzione, attraverso l'immissione nel proprio ecosistema di inquinanti organici;

  • nel caso dell'essere umano, oltre all'ambiente fisico, si aggiunge un ulteriore territorio da “marcare”, l'ecosistema psichico dei gruppi sociali in cui agisce;

  • pertanto l'uomo adotta una serie di strategie atte a immettere degli “agenti inquinanti” nell'ecosistema psicologico;

  • buona parte della comunicazione umana sarebbe pertanto basata sulla produzione di immagini atte ad influenzare il proprio gruppo sociale di riferimento;

  • queste immagini inquinanti devono essere facilmente edibili per la mente per lo più si riferiscono a processi inconsci.

Decenni di uso dissennato di immagini tossiche nella nostra comunicazione sta portando alla creazione di un nuovo tipo di "Manipolatore" delle informazioni. Non siamo più di fronte a un Joseph Goebbels che conosce la differenza verità e menzogna e tramite la reiterazione del messaggio trasforma quest'ultima fino a renderla credibile.

Il moderno Manipolatore è figlio di una cultura della manipolazione, è nato e cresciuto in un ambiente tossico, in cui la distinzione tra realtà, sogno, verità, menzogna, verosimile è completamente crollata.

Con tutto ciò che ne consegue.

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Il video che Tecnonucleo non ti farebbe mai vedere

Così arriviamo al mio intervento con il dott. Michele Di Salvo in cui si ho spaziato sugli argomenti più disparati: lo Stato di Cyberpolizia, l'evoluzione ambigua dell'hacktivismo e delle mobilitazioni digitali, l'origine dei gattini di facebook. Il tutto rievocando alcune nostre mirabolanti peripezie come la campagna dei Toptweets, il #FreeGary, gli studi sui temi di tendenza, la battaglia pro Nonciclopedia e tanto altro...

E adesso, bando alle ciancie, prendetevi mezza giornata di ferie e buona visione:

Conclusioni

Eppure dopo questa abboffata video c'è ancora qualcosa che mi sembra giusto che vediate...

Un breve video, molto interessante, che è il corollario perfetto a quanto testé esposto...

Manco a dirlo...

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